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WhatsApp rischia una multa da 50 milioni di euro per violazione delle norme sulla privacy

Secondo le ultime indiscrezioni, l’UE starebbe pensando di multare WhatsApp per 50 milioni di euro a causa della gestione dei dati condivisi con Facebook, sui quali non avrebbe fornito sufficienti indicazioni agli utenti.
A cura di Marco Paretti
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Fino a 50 milioni di euro per violazioni delle regole sul trattamento dei dati degli utenti. È la multa che, secondo alcune indiscrezioni, l'Unione Europea potrebbe comminare a WhatsApp, il popolare servizio di messaggistica istantanea più utilizzato al mondo. Nelle ultime ore, infatti, hanno iniziato a circolare delle voci secondo le quali l'UE starebbe pensando di multare WhatsApp per 50 milioni di euro a causa della gestione dei dati condivisi con Facebook, sui quali non avrebbe fornito sufficienti indicazioni agli utenti.

Secondo le fonti di queste indiscrezioni pubblicate da Ansa, nel corso della prossima settimana il Comitato europeo per la privacy (Edpb) avrebbe in programma una discussione sul tema insieme ai rappresentai delle autorità nazionali in tema di protezione dei dati personali degli utenti. Al timone di questa nuova mossa contro il servizio di Mark Zuckerberg si troverebbe l'autorità per la privacy irlandese. Ora la decisione da prendere riguarderebbe proprio la multa da comminare a WhatsApp, che secondo queste voci ammonterebbe tra i 30 e i 50 milioni di euro.

Si tratterebbe, se quesite indiscrezioni dovessero rivelarsi vere, di una delle multe più alte mai imposte a un colosso tecnologico per quanto riguarda il trattamento dei dati secondo il recente regolamento Ue per la protezione dei dati (Gdpr). Il non aver rispettato la trasparenza nei confronti degli utenti in merito alla condivisione di alcuni dati tra WhatsApp e Facebook potrebbe quindi costare caro al servizio di messaggistica, che peraltro potrebbe essere costretto dalle autorità a modificare proprio quella gestione dei dati che in queste ultime settimane ha fatto molto discutere, tanto da portare un considerevole numero di utenti verso altre applicazioni alternative come Telegram e Signal, che hanno registrato un aumento considerevole di utenti.

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Giornalista dal 2002 specializzato in nuove tecnologie, intrattenimento digitale e social media, con esperienze nella cronaca, nella produzione cinematografica e nella conduzione radiofonica. Caposervizio Innovazione di Fanpage.it.
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