Tra poche settimane la piattaforma di messggistica istantanea WhatsApp non sarà più utilizzabile su alcuni degli smartphone più vecchi in circolazione. La notizia ormai è nota a molti: l'annuncio è arrivato dagli stessi sviluppatori dell'app già parecchi mesi fa ed è stato reiterato nel tempo accompagnato da numerosi rilanci da parte di tutte le testate in tutto il mondo. Ora che la fatidica data della disattivazione del servizio sulle versioni più vecchie di Android e iOS è alle porte – si tratta di sabato, 1 febbraio – l'Unione Nazionale Consumatori ha deciso di scendere in campo in prima persona per chiedere a WhatsApp delle delucidazioni su cosa accadrà ai dati degli utenti coinvolti dal disservizio a partire da questo weekend.

Una minoranza che conta

Lo ha annunciato pochi giorni fa il presidente Massimiliano Dona con un video sui social, nel quale ha affermato di essersi rivolto ai gestori della piattaforma a nome dell'associazione "soprattutto per capire se questo mancato aggiornamento implichi a carico dei consumatori qualche problema di sicurezza". L'intento è sicuramente nobile. Da una parte infatti è vero che i telefoni interessati saranno una percentuale minima – si tratta per lo più di gadget usciti più di 6-7 anni fa, che in molti avranno già abbandonato da tempo; d'altro canto però WhatsApp è utilizzato da 1 miliardo di utenti in ogni parte del pianeta: se anche lo 0,1% si trovasse colpito dal problema si tratterebbe comunque di un milione di persone.

Cambiare telefono entro 120 giorni

Purtroppo però gli sviluppatori di WhatsApp sono già stati molto chiari su cosa accadrà agli utenti in possesso di un telefono con iOS in versione 8 o precedenti o Android in versione 2.3.7 o precedenti: semplicemente, queste persone non saranno più in grado di accedere al servizio dal loro smartphone e dovranno cambiarlo. I timori sulla sicurezza dei dati espressi dal presidente dell'Unione Nazionale Consumatori insomma sono invece infondati: se inutilizzati, i profili degli utenti rimangono infatti memorizzati nei server del sistema per almeno 120 giorni in attesa che questi cambino smartphone per ricollegarsi al servizio con il loro numero di telefono; scaduto questo termine le informazioni custodite in cloud vengono eliminate.