WhatsApp continua a perdere utenti e le sue applicazioni concorrenti continuano a guadagnarne. L'attuale situazione continua a non essere delle migliori per l'applicazione di messaggistica più usata (per ora) al mondo, che in seguito alla pubblicazione della notifica che indicava la possibilità di condividere alcuni dati degli utenti con Facebook ha creato un moto di proteste che ha portato all'esodo in massa verso app come Signal e Telegram. Una problematica talmente evidente da aver convinto WhatsApp a rimandare l'entrata in vigore dei nuovi termini dall'8 febbraio al 15 maggio.

Solamente nelle prime tre settimane di gennaio Signal ha guadagnato 7,5 milioni di utenti a livello globale, mentre Telegram ne ha guadagnati ben 25 milioni. Utenti che con molta probabilità provengono proprio da WhatsApp, che nel frattempo è calata di molto all'interno della classifica delle app più scaricate dei vari store digitali. Anche in Italia il servizio di messaggistica è caduto dalla top 3 fino al quinto posto, mentre nel Regno Unito è passato dall'ottavo posto al 23esimo. In compenso, Signal e Telegram hanno fatto un balzo in avanti entrando nel gruppo di app gratuite più scaricate al mondo.

Lo stesso Niamh Sweeney, direttore delle policy pubbliche di WhatsApp in Europa, ha spiegato di credere che l'esodo di massa sia dovuto all'aggiornamento dei termini di servizio comunicati tramite la notifica inviata all'interno dell'app. Un aggiornamento che non ha fatto realmente chiarezza (lo dice anche il Garante per la privacy italiano) su una condivisione che va a toccare un aspetto marginale dell'esperienza utente e che non avrà un impatto enorme sulla privacy delle persone. Per questo l'azienda si è presa più tempo per comunicare con maggiore chiarezza questo cambiamento, in vista dell'accettazione che tutti gli utenti dovranno sottoscrivere per poter continuare a utilizzare il servizio.