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Due righe di commiato, qualche parola di spiegazione e bye bye lavoro per 65o impiegati di Yahoo!, l'ex colosso ormai morente prova a salvarsi come può, mentre cerca il modo migliore per riposizionarsi all'interno del mercato online.

"I cambiamenti di oggi riguardo il personale fanno parte della nostra strategia, per un miglior posizionamento di Yahoo!, per la crescita degli introiti e del margine di espansione, e per supportare la nostra strategia che consisterà nel lancio di prodotti differenti all'interno del mercato. Continueremo ad assumere su scala globale al fine di supportare le nostre priorità chiave. Yahoo! esprime la sua gratitudine per il fondamentale contributo offerto da tutti gli impiegati coinvolti da questa riduzione d'organico. Stiamo offrendo diversi pacchetti di servizi e svariate possibilità di ricollocamento lavorativo esterno all'azienda".

Questa la dichiarazione ufficiale di Yahoo! a proposito dei licenziamenti appena confermati. Un tentativo estremo da parte dell'azienda che, nonostante i giri di parole, non può più nascondere  l'evidente annaspare alla ricerca di una soluzione a lungo termine. L'azienda di Sunnyvale non è certo nuova a questo genere di "purghe", sebbene stavolta si tratta di tagli che riguardano ben il 5% della forza lavoro totale (costituita da 14.100 persone). Ciò che non può essere più nascosto è che Yahoo! vive da anni stretta in una morsa che vede da una parte Facebook e dall'altra Google. L'incapacità di Yahoo! di rinnovarsi, guardare al futuro e vincere la scommessa nel settore social, gli ha impedito di crescere quando poteva, relegandola nel settore della ricerca online dove Google non ha rivali e Bing (a cui Yahoo! si appoggia dal 2009) raccoglie già tutte le briciole a disposizione.

La rabbia degli impiegati licenziati è tanta, e a poco servono le parole di Yahoo! e i "pacchetti regalo" offerti a coloro che si trovano senza lavoro, ad un passo dal natale e nel contesto della peggior crisi economica mondiale dal '29. Moltissimi i tweet di protesta da parte dei "purgati" che non si capacitano delle scelte dell'azienda e che rivelano che ci saranno ulteriori tagli al personale. Insomma, sembra che la disfatta dell'ex colosso informatico sia imminente. Gli resta solo il Giappone, paese nel quale Google ancora non riesce ad imporsi, ma non basta. A questo punto, siamo certi che i fondatori di Yahoo! stiano rimpiangendo il rifiuto dell'offerta d'acquisto fatta da Microsoft appena due anni fa, un'offerta che -difficilmente- verrà riproposta ora.

La situazione, insomma, appare piuttosto critica, ma non è detto che Yahoo! non abbia in serbo qualche ultimo colpo di coda capace di rovesciare un destino che appare ormai segnato. In ogni caso, non sono in molti a scommettere su una subitanea e potente ripresa del portale. Per aiutarvi a scorrere la cronologia degli eventi che hanno portato Yahoo! dall'essere "miracolo della rete" a diventare una delle ultime ruote del carro vi proponiamo una cronistoria infografica realizzata da scores.org.

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