L'avvento degli smartphone ha comportato un'inevitabile ascesa delle batterie come grande problema del mondo connesso: le molte nuove funzioni non fanno che gravare sulla longevità, che si riduce sempre più. Allo stesso tempo, la nostra concezione delle batterie è rimasta ancorata a quelli che erano i punti fissi dell'era dei cellulari, portando alla creazione di veri e propri falsi miti che ancora oggi accompagnano il settore della telefonia. Eppure, proprio come gli stessi dispositivi, anche le batterie si sono evolute e oggi possono essere trattate in maniera completamente differente a quanto avveniva negli anni '90. Ecco 5 falsi miti sulle batterie.

1. La batteria va scaricata completamente prima di ricaricarla.

Le batterie erano stupide, ma, proprio come gli smartphone, con il tempo sono diventate intelligenti. 10 anni fa potevano "dimenticarsi" la loro piena capacità, quindi era consigliato farle scaricare completamente prima di ricaricarle. Oggi non è più necessario: le batterie agli ioni di litio non soffrono degli stessi problemi di memoria di quelle di un tempo e conteggiano le ricariche in maniera differente. In breve, oggi i cicli di ricarica sommano le percentuali ricaricate anche in diversi momenti: se un giorno usate il 75 percento della batteria prima di mettere il telefono in carica, il conteggio di una ricarica completa scatterà quando consumerete un altro 25 percento. Potete quindi caricare tranquillamente la batteria, ricordandovi però che una calibrazione ogni tre mesi non fa male: per farla dovrete scaricare completamente lo smartphone e poi caricarlo fino al 100 percento. Ma non troppo spesso, perché ora scaricare completamente la batteria fa più male alla sua longevità.

2. Ricaricare il telefono di notte fa male alla batteria.

Caricare troppo la batteria lasciando il telefono connesso alla corrente poteva danneggiarla, diminuendone la longevità. Un pericolo appartenente al passato che ora viene gestito da caricatori e smartphone intelligenti: una volta raggiunto il 100 percento la batteria non si danneggia più come un tempo. Gli esperti consigliano però di mantenere la carica tra il 40 e l'80 percento, un elemento non sempre possibile. In ogni caso, tenere lo smartphone in carica tutta notte non gli farà poi così male.

3. Chiudere le applicazioni aumenta la longevità.

Falso. Anzi, è esattamente il contrario. Ormai, soprattutto negli iPhone, le applicazioni in background non solo non consumano energia, ma sono subito pronte ad essere attivate con meno sforzi quando le riapriamo. Chiuderle significa richiedere al telefono un ulteriore sforzo quando le apriamo nuovamente, così come viene utilizzata preziosa energia per chiuderle. Meglio disattivare funzioni come notifiche o aggiornamenti in background, cioè gli elementi che consumano davvero batteria. Anche ad app chiuse.

4. Bisogna usare solo i caricatori originali.

Senza dubbio i caricabatterie originali sono i più sicuri, ma chiaramente l'interesse delle aziende è quello di venderli indicandoli come gli unici utilizzabili. In realtà usare quelli di terze parti va bene, purché si tratti di marchi riconosciuti e sicuri e non accessori cinesi che spesso nascondono circuiti al limite dell'osceno. E pericolosi: una gestione malsana della corrente può portare ad un surriscaldamento della batteria e alla sua esplosione, come ampiamente dimostrato da innumerevoli fatti di cronaca.

5. Disabilitare Bluetooth, WiFi e GPS fa risparmiare batteria.

Quante persone conoscete tengono tutte le connessioni spente perché accusate di uccidere la batteria? Oppure lo fate voi stessi? In realtà anche questa è una falsa credenza: Bluetooth, WiFi e GPS non sono così pesanti sulla batteria e la loro disattivazione non ha effetti sulla longevità. Un tempo, forse, WiFi e Bluetooth gravavano molto sulla batteria, ma oggi non è più così. Per quanto riguarda il GPS, invece, ovviamente consuma batteria se lo si utilizza, quindi dovete semplicemente stare attenti a quali app hanno accesso alla funzione.