L'attacco informatico ai danni di Sony Pictures avvenuto qualche settimana fa si sta rivelando la fuga di informazioni più grande degli ultimi anni. Dopo aver pubblicato cinque film rubati nel corso dell'attacco, gli hacker stanno continuando a divulgare documenti riservati e, soprattutto, moltissime email scambiate tra dirigenti interni ed esterni.
Per questo era inevitabile che prima o poi anche altre aziende venissero coinvolte nello scandalo e subissero le conseguenze dell'attacco hacker, ritrovandosi i propri segreti spiattellati su tutti i giornali. È questo il caso di Snapchat, il cui giovane CEO Evan Spiegel ha criticato aspramente il metodo operativo degli hacker dopo che diverse mail scambiate con il CEO di Sony Entertainment – che siede nel consiglio d'amministrazione di Snapchat – sono state pubblicate rivelando i futuri piani del servizio.

In questo modo scopriamo che Snapchat vuole creare una propria etichetta discografica, ha acquisito alcune start-up per diversi milioni di dollari e abbiamo accesso ai dettagli dell'offerta di acquisizione, poi rifiutata, da parte di Facebook. Spiegel ha affermato che il rilascio di queste informazioni lo ha quasi fatto piangere.
Il CEO 23enne si è sentito arrabbiato e violato, ma anche fiero dei suoi dipendenti. "Ho provato molti sentimenti da quando il nostro business plan è stato pubblicato la scorsa notte. Sicuramente arrabbiato. Sicuramente devastato" ha scritto in una lettera aperta "Teniamo dei segreti perché la cosa giusta da fare, non perché è quella più semplice".

La lettera, inviata ai propri dipendenti e pubblicata su Twitter, spiega perché mantenere dei segreti è importante per un'azienda e come si comporterà Snapchat alla luce delle informazioni divulgate. Lavorare sodo.
"Quando non saremo più arrabbiati e delusi torneremo a fare quello che facevamo prima. Ma lo faremo dieci volte meglio" continua la lettera "Cambieremo il mondo perché questo non è quello nel quale vogliamo vivere".