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Falsi follower, Calzolari pubblica la “ricerca” completa

Reso noto finalmente il report completo sui politici italiani realizzato dal docente della IULM. Senza alcuna sorpresa scopriamo che la sinistra e i partiti "dissidenti" sono quelli che secondo Calzolari hanno imbrogliato sul numero dei seguaci su Twitter.

Falsi follower, Calzolari pubblica la

Marco Camisani Calzolari ha finalmente reso pubblica la “ricerca” sui falsi follower di tutti i politici e partiti italiani (qui il link per scaricare il pdf), inutile dire, senza il clamore e la pubblicità della sua precedente uscita. La faccenda è nata qualche giorno fa con la pubblicazione dei soli dati riguardanti Beppe Grillo, una scelta che come era facilmente prevedibile ha dato vita ad un mare di polemiche, sia per la mancanza di fondamento scientifico della ricerca, sia per la scelta di pubblicare i dati relativi ad un solo personaggio, sia – non ultima- per la sua totale inutilità dal punto di vista politico. Ora “per dovere” Calzolari ha pubblicato il resto della ricerca che investe l’intero arco parlamentare, rivedendo anche i parametri di valutazione adottati in precedenza.

Se qualcuno supponeva che la pubblicazione dei dati su Grillo fosse in realtà una scusa per delegittimare il leader del M5S ed attaccarlo sul terreno della rete dove si è sempre dimostrato fortissimo, osservando i dati resi noti da Calzolari sembra che questa ipotesi venga confermata. Secondo il report infatti tutti i partiti sembrano aver acquistato follower fasulli per i loro account di Twitter, ma quelli a sinistra di più. A condurre infatti la classifica degli “imbroglioni” come era prevedibile infatti c’è il partito di Nichi Vendola, seguito da quello di Grillo, e dal PD, con una certa presenza anche da parte del partito di Maroni. I più bravi, guarda un po’, sono il Pdl, Fli e Udc, anche se fanno segnare comunque un 10% circa  di seguaci “finti”.

Per quello che riguarda i leader politici la storia non cambia. A dominare la classifica c’è il sulfureo Grillo, seguito da Di Pietro, Vendola, Bersani e Maroni.

Insomma, la ricerca Calzolari dimostra come, chi più, chi meno, tutti i politici e i partiti imbroglierebbero sul numero dei fan di Twitter. Osservando il report vengono alla mente però alcune osservazioni e domande. Innanzitutto occorre ribadire la totale inutilità di questa ricerca. Applicare un conteggio numerico di fan per valutare la popolarità di un politico o di un partito è segno di una profonda incompetenza e ignoranza per quello che riguarda la rete.  La conta dei follower appartiene ad una logica vecchia che non può essere applicata all’ambito dei social network, dove è l’engagement e non il “celolunghismo” a fare la differenza. Calzolari, che si definisce un esperto, dovrebbe conoscere bene questo aspetto, eppure sulla partecipazione degli utenti ha elegantemente glissato, limitandosi ad una conta dai valori per altro dubbi.

Nella “seconda edizione” della ricerca Calzolari afferma di aver introdotto altri elementi per valutare se un account è vero o fasullo e la conseguenza è stata un calo di oltre 10%, (dal 54% al 43,19%) dei falsi follower di Grillo rispetto alla prima analisi, il che non fa altro che confermare quanto la ricerca sia totalmente priva di basi scientifiche.

Viene da pensare quindi che il report completo sia stato necessario per smontare le ovvie accuse di strumentalizzazione che la pubblicazione dei dati di Grillo hanno attirato sul sedicente esperto, nella speranza di offrire una visione bipartisan che richiama il motto di craxiana memoria “tutti rubano, nessuno ruba”, dimostrando che il comico genovese imbroglia sì, ma non è il solo (anche se imbroglia più di tutti).

Sarebbe inoltre interessante chiedere a Federica Scanderebech, deputata di Futuro e Libertà, che aveva accusato Grillo di aver imbrogliato i suoi fan, cosa ne pensa di quel 9,57% di falsi follower dell’account di Fli (su 930 fan) e dell’11,54% di falsi follower per il profilo di Gianfranco Fini risultati nella stessa ricerca a cui si era riferita per i suoi strali contro il leader del M5S. Anche se le percentuali non sono quelle del comico genovese, non è imbrogliare gli utenti alla stessa maniera?

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