
Il digital divide fa sentire ancora il suo peso sul mercato imprenditoriale italiano. Lo afferma un report presentato durante la tavola rotonda “L’Italia verso Europa 2020: come prosperare in una decade di crescita zero”, organizzata da Business International di Fiera Milano Media e che ha visto la partecipazione di Carlo Cottarelli , Direttore del Dipartimento Affari fiscali del Fondo monetario internazionale,Filippo Patroni Griffi, Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione, Antonio Catricalà, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio e Michel Martone, Viceministro per il Lavoro e le Politiche Sociali.
Il mercato imprenditoriale italiano ha subito pesantemente la crisi economica, con oltre il 66% delle aziende che dichiara di averne subito gli effetti, un aumento dell’8% rispetto alla stessa indagine realizzata nel 2009. Solo il 21% dichiara che le proprie condizioni sono rimaste immutate a fronte del 31% di tre anni fa mentre a crescere è stato il 13%, due punti in più dall’ultima rilevazione. Per ciò che riguarda le maggiori criticità affrontate dagli imprenditori, dopo la diminuzione degli ordini e delle vendite e l’insolvenza dei clienti è l’inefficienza burocratica è la P.A: a creare maggiori problemi, con il 50% delle imprese che subiscono l’inefficienza della burocrazia e il 25% i ritardi nei pagamenti degli enti pubblici.

Inevitabili poi sono le esigenze e le problematiche legate al tema dell’informatizzazione. Il 75% delle imprese interrogate da Business International chiede infatti reti telematiche e infrastrutture più moderne. Il Governo Monti come mai nessun prima si è impegnato su più fronti nella promozione dell’Agenda Digitale Italiana ma il nostro paese continua ad arrancare ed a rincorrere i partner stranieri. La lentezza con cui procede l’evoluzione digitale dell’Italia secondo gli imprenditori è legata principalmente alla crisi economica (53%), all’eccessiva burocrazia da affrontare (43%) e naturalmente la carenza di infrastrutture tecnologiche (41%).
