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Siria: il presidente Bashar Assad consente l’accesso a Facebook e Youtube

Dopo le recenti insurrezioni in Egitto e in Tunisia, il presidente siriano Bashar Assad ha deciso di alleggerire le censure sulla rete internet del paese consentendo l'accesso a Facebook e Youtube. Solo un modo di evitare rivolte popolari?

Siria: il presidente Bashar Assad consente l’accesso a Facebook e Youtube.

Dopo anni gli internauti della Siria hanno avuto accesso a Youtube e al noto social network Facebook. Si tratta della prima volta che il governo di Bashar Assad si apre alle nuove tecnologie e ai new media, consentendo agli utenti di accedere legalmente a questi siti. La conferma “semi-ufficiale” è arrivata da Mazen Darwish, presidente del Syrian Center for Media and Freedom of Expression.

In molti si interrogano su cosa possa aver spinto Assad a conferire una maggiore libertà per quanto riguarda la rete. Il presidente 45enne ha ereditato il potere dal padre Hafez nel 2000, ricevendo un Paese proveniente da oltre 30 anni di regime autoritario. Rispetto al padre, comunque, le sue politiche sono sempre state più moderate e aperte all’innovazione e  ai contatti con gli stati stranieri. Assad ha determinato il passaggio dell’economia della Siria da un modello basato sullo stile sovietico ad uno più liberale, dando carta bianca alle banche straniere e incrementando importazioni e esportazioni.

Ma se il Presidente siriano ha deciso di abbassare la guardia sulla rete, con ogni probabilità  è anche a causa dei recenti movimenti rivoluzionari che di recente hanno coinvolto i paesi arabi. Come avrete sicuramente letto, gli abitanti dell’Egitto e della Tunisia sono insorti contro i propri leader politici  (Hosni Mubarak e Zin El-Abidin Ben Ali) per chiederne le dimissioni dopo anni e anni di governi autoritari: in quest’ottica, il gesto di Assad appare solo come una mossa per alleggerire la tensione politica.

In realtà, però, non è cambiato molto: nonostante le pesanti restrizioni imposte dal governo sull’uso di internet, i navigatori siriani sono sempre riusciti a bypassare le censure attraverso dei server proxy.

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