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A Corrado Passera il futuro della banda larga

Il neo Presidente del Consiglio Monti ha designato Corrado Passera per il ruolo di Ministro dello Sviluppo Economico e le Infrastrutture, il dicastero che si occupa dei piani strategici relativi alla banda larga. Toccherà all’ex CEO di Banca Intesa ora disegnare i piani strategici di sviluppo che il nostro paese attende ormai da troppo tempo. Telecom intanto lancia la sua rete super veloce, ma le critiche non mancano.
A cura di Angelo Marra
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Il destino della banda larga in Italia ora è nelle mani di Corrado Passera, designato da Mario Monti per la poltrona di Ministro dello Sviluppo Economico. Su di lui ora pendono le aspettative di un intero Paese che chiede a gran voce infrastrutture adeguate per rimettersi al passo con le altre nazioni europee, dopo la situazione di stallo degli ultimi anni.

L'argomento della banda larga è uno dei più caldi in questo momento; a chiedere a gran voce connessioni realmente veloci e maggiore copertura delle zone afflitte dal digital divide sono aziende e semplici cittadini, e recentemente non sono mancate le occasioni in cui pubblicamente si è denunciato il ritardo da parte delle istituzioni e sono state avanzate proposte per uno sviluppo reale del paese.

A partire dall'Internet Governance Forum di Trieste, che ha prodotto una lettera aperta a Monti chiedendo interventi strutturali urgenti, passando poi per l'Happy Birthday Web, durante il quale esponenti di spicco del mondo aziendale si sono uniti al coro illustrando gli enormi vantaggi economici, burocratici ed industriali provenienti da una maggiore penetrazione della rete in Italia, con la benedizione di Tim Berners Lee, l'inventore del web.

Dopo il più che deludente operato di Paolo Romani ora tutto il paese attende che, tra i vari interventi necessari che questo governo dovrà varare urgentemente, ci siano anche quelli relativi allo sviluppo della banda larga. Pur provenendo anche Passera dal mondo delle banche (con incarichi massimi nelle istituzioni più prestigiose) il neo ministro già in passato aveva espresso la sua opinione in materia, facendo pressioni sulla Telecom perchè andasse oltre alla situazione di stallo in cui versa (grazie alla mancanza di una vera concorrenza) ed investisse nella ricerca e nelle infrastrutture.

Proprio l'ex azienda telefonica di Stato è entrata recentemente al centro di alcune polemiche relative alla super connessione lanciata qualche giorno fa. Mentre ci sono ampie zone del Paese non raggiunte da un banale segnale ADSL o con problemi di reti tali da rendere impossibile una navigazione normale, Telecom lancia la sua offerta per reti in fibra ottica fino a 100mbps, disponibili per circa 40.000 appartamenti tra le città destinate al servizio (Roma, Milano, Torino e Bari).

Che il gigante della telefonia decida di investire su connessioni sempre più veloci è di sicuro encomiabile ed è una delle cose che la rete chiede con più insistenza. Oltre a potenziare le reti già esistenti però occorrerebbe coprire tutte quelle zone ancora “arretrate”, dove internet è una specie di chimera. Inoltre, come prevedibile, la super connessione di Telecom sarà tutt'altro che economica, gravando ulteriormente sulle tasche già vuote di aziende e startup.

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