Una rivoluzione degli acquisti online, soprattutto di quelli effettuati in un paese europeo che fino ad oggi erano limitati da una funzione definita geoblocking. Sicuramente lo avrete affrontato almeno una volta nel vostro shopping sul web: è quella funzione che, quando si prova ad acquistare qualcosa sul sito straniero di un ecommerce o di un marchio, ci rimanda allo store italiano. Dove però potrebbe non essere presente la merce che cerchiamo. Da quest'anno questa limitazione scomparirà, dopo che il Parlamento ha approvato un regolamento che annulla il geoblocking.

Secondo un'indagine della Commissione, il 63 percento dei siti non consente agli acquirenti di comprare da un altro Paese Ue: potrebbe bloccare l'acquisto oppure semplicemente non consentire il pagamento tramite una carta di credito appartenente ad un altro paese o impedire la registrazione di un utente residente all'estero. In alcuni casi, come il parco Eurodisney, venivano addirittura proposti prezzi maggiorati agli utenti che acquistavano da determinati paesi, come Germania e Regno Unito. Grazie alle nuove regolamentazioni, la cui entrata in vigore è prevista entro la fine del 2018, ogni tipologia di blocco di questo tipo sarà vietato per ogni tipo di merce, dai servizi web ai biglietti dei concerti.

Inoltre, l'addio al geoblocking implica anche che i negozi online debbano garantire le spedizioni alle stesse condizioni offerte a chi acquista dal paese in cui risiede il negozio, ma non impone l'obbligo di offrire le stesse tariffe. In pratica, tutti i negozi online dovranno diventare come Amazon, che già consente di acquistare alle stesse condizioni da tutte le sue versioni europee, ma senza l'accesso alle agevolazioni dell'abbonamento Prime, che resta valido solo in Italia. Il geoblocking resterà invece valido per contenuti digitali protetti da diritto d'autore come musica, giochi, ed ebook. Questo elemento, però, dovrà essere rivalutato entro due anni dalla Commissione.