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Lavorare per Facebook non è più come una volta. Gli impiegati che una volta ritenevano il social network blu il miglior posto di lavoro possibile, ora difendono la società con decisamente meno entusiasmo. È il risultato che emerge dall'ultima analisi di Glassdoor, portale online specializzato nel valutare i datori di lavoro tramite le recensioni fornite dai dipendenti che ogni anno stila una classifica dei migliori sulla piazza: quest'anno infatti il gruppo di Menlo Park è risultato a malapena ventitreesimo, superato da numerose altre organizzazioni del settore hi tech e non solo.

Le valutazioni di Glassdoor si basano sulle testimonianze anonime degli stessi impiegati delle aziende messe sotto la lente di ingrandimento, fornite sotto forma di recensioni e di valutazioni quantitative;  anche se il gruppo non elabora le informazioni in modo trasparente e si riserva di fornire una sintesi finale a propria discrezione, la classifica è sempre stata ritenuta abbastanza autorevole, motivo per cui il posizionamento di Facebook non va preso sottogamba.

In realtà la posizione numero 23 in una classifica dei migliori 100 al mondo non rappresenta un risultato negativo in sé, ma messa in relazione con i risultati conseguiti da Facebook negli anni precedenti dipinge un quadro piuttosto preoccupante dell'evolversi della reputazione e dell'ambiente lavorativo all'interno del colosso della Silicon Valley. Soltanto l'anno scorso la società occupava il settimo posto nella stessa classifica, mentre due anni fa, con il 2018 e lo scandalo Cambridge Analytica ancora alle porte, era considerato addirittura il posto di lavoro più ambito in generale, al primo posto della top 100.

Guardando ancora più indietro nel tempo si può notare come Facebook abbia avuto i suoi alti e bassi, fin dal suo primo ingresso in classifica nel 2010. Da allora però il gruppo è sempre rimasto tra le prime dieci aziende finendo fuori dalla top 10 soltanto nel 2014, mentre il risultato di quest'anno è il peggiore mai conseguito. Le recensioni restano stellari (la valutazione media è di gran lunga superiore a quella della maggior parte delle aziende nella banca dati di Glassdoor), ma il crollo in classifica registrato negli ultimi due anni fa notare come gli scandali e i problemi che hanno investito l'azienda ultimamente potrebbero aver influito sul morale dei dipendenti e sulla sua capacità di attirarne di nuovi.