In questi giorni il portale online Airbnb ha superato l'importante traguardo dei 500 milioni di ospiti accolti negli alloggi appartenenti al suo circuito, ma prima di puntare al prossimo obbiettivo ha un problema urgente da risolvere: quello delle telecamere nascoste nelle case dai proprietari. Una recente inchiesta del The Atlantic ha infatti raccontato i casi di diversi ospiti che, nel corso della loro permanenza negli alloggi presi in affitto, hanno trovato dispositivi di registrazione nascosti o non segnalati, e che nel denunciare l'accaduto all'azienda non sarebbero stati assistiti adeguatamente.

Le esperienze riferite dagli intervistati differiscono nei particolari ma non nella sostanza, e la loro storia inizia sempre con la scoperta di telecamere nascoste all'interno di stanze vietate dal regolamento di Airbnb (come bagni e camere da letto) o di dispositivi trovati nelle sale consentite ma non segnalati dai proprietari nell'annuncio di affitto della sistemazione.

Nei racconti fatti dal The Atlantic, alla scoperta della violazione della privacy si somma però il disagio innescato da un supporto clienti non sempre all'altezza della situazione. Una delle vittime intervistate è riuscita a far prendere sul serio il proprio reclamo solo dopo aver pubblicato online la propria esperienza, condivisa poi da un cospicuo numero di persone. In almeno altri due casi, dopo le segnalazioni fatte ad Airbnb gli ospiti sono stati invitati a confrontarsi direttamente con i proprietari degli alloggi — una soluzione non ideale se si considera che questi ultimi, ammettendo eventuali illeciti, rischiano di essere banditi dal portale e dunque di perdere una fonte stabile di guadagno. Un ospite infine — dopo la scoperta delle videocamere nascoste — è fuggito dalla sistemazione dove soggiornava portandosi via nel panico le chiavi dell'appartamento e le schede di memoria della videocamera, e per questo è tutt'ora sotto indagine da parte della polizia locale per aver sottratto beni al legittimo proprietario dell'alloggio.

Di quest'ultimo episodio — fa notare anche il The Atlantic — non è direttamente responsabile il supporto clienti di Airbnb, ma il conflitto che sussiste tra il regolamento del portale (per i quali l'ospite è vittima di un illecito) e le leggi in vigore nei Paesi dove Airbnb opera (secondo le quali il proprietario ha tutto il diritto di conservare videocamere nella sua proprietà). In linea di massima però è proprio Airbnb che nel trarre profitto dalla propria attività deve anche trovare un modo per risolvere i problemi collaterali come quello delle telecamere nascoste, o semplicemente rendere i reclami più semplici e meno stressanti.