Tra i miliardari intenzionati a spedire migliaia di satelliti in orbita per portare Internet ovunque ormai non c'è più soltanto Elon Musk; in questi giorni la società di proprietà di Jeff Bezos Amazon ha confermato di avere in cantiere un'iniziativa battezzata project Kuiper che sembra ricalcata sulla falsariga dello Starlink ideato dal patron di SpaceX. Stando a quanto ha raccontato per primo Geekwire, il piano di Bezos prevede di lanciare all'interno della cosiddetta orbita terrestre bassa uno sciame di più di 3.000 piccoli satelliti che forniranno ai luoghi privi di connettività in una sorta di alternativa celeste alle connessioni cablate che percorrono il resto del pianeta. I segnali in partenza da terra arriveranno al satellite più vicino, che potrà comunicare con quelli adiacenti sfruttando sistemi di comunicazione laser fino a fare arrivare i pacchetti di dati in transito sopra al primo luogo utile per la ridiscesa e il trasferimento lungo la normale rete Internet.

Amazon purtroppo non ha diffuso alcun dettaglio sul progetto; non se ne conoscono dunque le tempistiche di realizzazione, né i costi. Dalle informazioni portate alla luce da Geekwire si sa solo che i satelliti saranno disposti su tre strati: un primo, più interno, a 590 chilometri di altezza e composto da 784 satelliti; un secondo posizionato a 610 chilometri e composto da 1.296 unità e un terzo, più esterno, da 1.156 satelliti in orbita a 630 chilometri di latitudine. L'infrastruttura potrebbe non garantire la capacità di carico e la rapidità di vere e proprie connessioni in fibra, ma non sarà una connessione a Internet di serie B: alla base del progetto ci sono comunque banda larga e bassa latenza, esattamente come promesso dalla flotta di satelliti Starlink e dai progetti simili proposti da altre realtà del settore che si basano sullo stesso tipo di tecnologie.