I donwload dell'app Immuni stanno finalmente iniziando ad aumentare a un ritmo sostenuto: è quello che rivelano i dati ufficiali offerti dal governo sulle installazioni dell'app per il tracciamento dei contagi da coronavirus, i quali in queste ore hanno superato la soglia dei 7 milioni dopo aver attraversato una fase di stallo durata tutta l'estate.

I primi segnali di ottimismo sulla ripresa dei download dell'app risalgono a pochi giorni fa, quando il software aveva toccato la soglia dei 6,6 milioni di download. A risultare incoraggiante per il destino della piattaforma non era tanto la cifra assoluta delle installazioni, quanto il ritmo dei nuovi download che era accelerato fino ad arrivare a un tasso di crescita doppio rispetto a quello – preoccupante – fatto registrare nei mesi immediatamente successivi al lockdown.

In realt il lancio di Immuni era stato condizionato fin dall'inizio in negativo da tempistiche sfortunate: l'app si era resa disponibile quando i contagi stavano già calando e la fase 2 era già iniziata. Successivamente è arrivata l'estate e il rischio di nuovi contagi è stato sottovalutato da parte della popolazione; a questo si erano aggiunti i timori – legittimi ma per una volta infondati – dei più preoccupati per la privacy, in una miscela di fattori che ha fatto pensare che il destino dell'app fosse segnato.

Da settembre in poi però le cose sono iniziate a cambiare: le attività lavorative sono ripartite, le scuole hanno riaperto i battenti e la stagione del freddo si è affacciata all'orizzionte, riaccendendo i timori per una seconda ondata di contagi. È comprensibile che un maggior numero di cittadini stia decidendo di tutelarsi utilizzando uno strumento che contribuisce anche a mantenere sotto controllo la diffusione del contagio in tutto il Paese; da fine settembre il ritmo delle nuove installazioni non ha fatto che crescere, e negli ultimi giorni ha subito una ulteriore impennata tanto da arrivare a quota 350.000 in 2 giorni, mentre fino a poche settimane fa per arrivare a un risultato simile sarebbero servite almeno due settimane.