Se andiamo su YouTube e digitiamo il nome di un gioco o di un'applicazione sviluppate per iOS oppure per Android troveremo sicuramente qualche video che ne mostra la giocabilità o le diverse funzionalità. Questo perchè, soprattutto nel caso di app a pagamento, non sempre è possibile provarle prima di effettuare l'acquisto, con il rischio di ritrovarci con giochi che non ci piacciono oppure applicazioni poco funzionali.

Se può apparire al momento un problema marginale, bisogna considerare che il mercato delle applicazioni in questo momento è in una fase di forte crescita, ed accanto ai "programmini" gratuiti che affollano in massa i nostri device sta nascendo un giro di denaro sempre più consistente, legato alle app a pagamento. Diventa così fondamentale avere a disposizione degli strumenti che in qualche modo ci consentano di testare e provare le applicazioni, con i bug ed i problemi che non possono essere sollevati se ci limitiamo a guardare un video dimostrativo, o peggio ancora dei semplici screenshot.

Da questa esigenza nasce App.io, una piattaforma che mette a disposizione degli sviluppatori degli strumenti per far sì che le applicazioni realizzate per iOS (Android è però in programma) possano girare tranquillamente su un comunissimo browser. L'idea all'apparenza non è rivoluzionaria ma va considerato innanzitutto che le soluzioni al momento disponibili sul mercato sono per la maggior parte dei casi sviluppate in Flash, un linguaggio già da tempo sul viale del tramonto. Inoltre lo sviluppo in Html 5 permette una maggiore versatilità ma soprattutto, forse la cosa più importante, consente le integrazioni con le web app e con piattaforme come Facebook. Per capirci, grazie ad App.io è possibile testare le applicazioni direttamente nel News Feed del social network di Menlo Park, un'innovazione che spalanca le porte al marketing ed ai pubblicitari.

L'uso di App.io a scopo di sviluppo infatti, secondo i fondatori, rappresenta una piccola percentuale dell'attuale utilizzo della piattaforma. La possibilità infatti di far circolare in rete demo gratuite (collegate naturalmente allo Store) e quindi di far provare le applicazioni ai possibili clienti senza tutti i limiti ed i vincoli imposti da Cupertino, per altro in modalità cross-platform visto che parliamo di browser, è una vera e propria manna dal cielo per i marketers e per tutte le aziende che realizzano app per mobile e che hanno a disposizione uno strumento in più per promuovere i loro prodotti.

A testimonianza della validità della piattaforma c'è il fatto che, a pochi mesi dalla nascita (Dicembre 2012) la startup ha recentemente annunciato un finanziamento seed di 1 milione di dollari da parte del fondo Quest Venture Partners e di alcuni angels tra cui Ankur Pansari (ex Facebook) e Maneesh Arora (Zynga, Google e MightyText). L'azienda, di base a Melbourne, ha già raddoppiato il suo organico e si appresta ad aprire la prima sede a stelle e strisce a San Francisco.