Lo scontro per il titolo di primo produttore globale di smartphone non è mai stato così serrato, con le prime tre posizioni della classifica (occupate rispettivamente da Samsung, Apple e Huawei) mai così vicine tra loro da anni. Prendendo in considerazione però solamente gli smartphone di fascia alta il discorso cambia: lo ha sottolineato una indagine di Counterpoint Research, che ha recentemente effettuato delle rilevazioni sulle vendite dei soli smartphone del segmento premium, ovvero venduti a un prezzo superiore ai 400 dollari (circa 350 euro). Ebbene in questa fascia a primeggiare a livello globale non risulta Samsung bensì Apple, che con i suoi iPhone conserva ancora un ampio margine di vantaggio rispetto ai prodotti offerti dalla concorrenza.

Stando ai dati di Counterpoint Research e relativi all'intero 2018, il gruppo di Cupertino si sarebbe aggiudicato da solo la maggioranza assoluta delle vendite di questi dispositivi, il 51%. Agli avversari di Samsung e Huawei sono andati rispettivamente il 22% e il 10% delle preferenze degli acquirenti, mentre la quarta e quinta posizione confermano l'ascesa della Cina nel settore degli smartphone più raffinati: Oppo si è assicurata il 6% delle vendite e OnePlus è entrata per la prima volta nella top 5 con un modesto ma significativo 2%.

Scorporando i dati globali in macroaree geografiche si scopre che Apple non domina ovunque, ma che in America Latina ed Europa dell'est si scambia di posizione con Samsung mentre in India finisce addirittura terza alle spalle di OnePlus. Huawei segue quasi sempre in terza posizione, a parte in Cina dove è seconda, in India dove è quarta e negli Stati Uniti dove la sua presenza è fortemente ostacolata dal governo. Che la competizione in questo segmento sia serrata non stupisce, dal momento che nel mercato smartphone è quello che regala più soddisfazioni e profitti alle aziende; del resto il settore nel suo insieme è in una fase di crescita prossima allo zero, mentre — riporta sempre Counterpoint — le vendite degli smartphone premium sono risultate in crescita del 14% rispetto al 2017 e hanno rappresentato il 22% dell'intero mercato dell'anno scorso.