web tax 2017

La web tax cambia ancora. La Commissione Bilancio ha approvato l’emendamento al "ddl bilancio" presentato dal relatore, Francesco Boccia (PD), il fautore della proposta di legge per regolamentazione della tassazione per le multinazionali che operano sul web. Le modifiche introdotte dovrebbero consentire di far incassare all’erario un gettito maggiore rispetto alla prima versione pari a 190 milioni di euro, con un’aliquota inferiore al 3 percento. Il tributo, che scatterà nel 2019, non si applicherà sull’ecommerce e non sarà possibile recuperare il credito d'imposta, per le imprese che rischiano di subire una doppia imposizione. La nuova imposta, per come esce dalla discussione notturno in commissione, si applicherà anche alle attività di data analitycs, cloud computing e sistemi di integrazione Ict e dovrebbe colpire solo i giganti del web come Facebook, Google o Amazon.

Dopo il primo via libera di qualche mese fa, la nuova web tax prende forma in maniera più precisa e concreta. Nella notte la Commissione Bilancio ha approvato uno degli emendamenti presentati dal deputato Francesco Boccia alla legge di bilancio che prevede una abbassamento dell'imposta dal 6 percento, come inizialmente previsto, al 3 percento. Di conseguenza, il gettito sarà maggiore rispetto alla prima versione. Si stima che si dovrebbe portare nelle casse dell'erario 190 milioni di euro, contro i 114 milioni precedentemente previsti. Dalla relazione tecnica le entrate stimate vengono quantificate in 6,3 miliardi di euro, applicando il 3 percento viene fuori la cifra di 119 milioni di euro.

Con la nuova web tax, che non sarà applicata all'ecommerce, salta il credito d'imposta, la nuova imposta sulle transazioni digitali sarà prelevata con l'applicazione di una ritenuta. All'interno del provvedimento approvato in commissione è prevista anche una misura "salva" Pmi e start up, nel senso che l'obbligo di versamento delle imposte scatta quando in un anno solare sono state effettuate almeno 3.000 transazioni digitali. L'entrata in vigore della nuova norma è prevista per il 1° gennaio del 2019.