Più di un anno fa Facebook aveva annunciato che avrebbe permesso ai suoi utenti di tenere sotto controllo i dati che il social network raccoglie su di loro anche lontano dalle proprie pagine, e in questi giorni l'atteso strumento sta finalmente facendo il suo debutto: si chiama Clear History ed è stato lanciato in Irlanda, Corea del Sud e Spagna ma arriverà presto anche da noi. Lo scopo: mettere ben chiaro davanti agli utenti quali sono i siti che hanno visitato e che al contempo hanno avvertito Facebook della loro visita, ma soprattutto impedire a queste pagine di fare la stessa cosa in futuro.

Clear History: perché è importante

Da anni infatti Facebook mette a disposizione dei siti esterni una serie di strumenti utili alle loro attività: il noto pulsante Login di Facebook ad esempio consente alle persone di autenticarsi a una piattaforma senza dover inventare nuovi nomi utente e password. Il Facebook Pixel è un frammento di codice invisibile per gli utenti ma che molti siti ospitano sulle proprie pagine per tracciare le abitudini di chi le visita. Il problema è che strumenti come questi inviano a loro volta a Facebook informazioni sulle visite ricevute: il social può così farsi un'idea più o meno precisa delle pagine che i singoli utenti hanno visitato, per proporre loro annunci pubblicitari mirati.

A cosa serve Clear History e dove si trova

A differenza di quanto può far pensare il nome, in realtà Clear History non consente di cancellare i dati già raccolti, che sono destinati a rimanere stoccati sul server. La funzionalità permette però di scollegarli dal proprio profilo: la cronologia dei siti visitati insomma rimarrà intatta, ma Facebook non avrà più modo di sapere a quale utente appartiene. Quando arriverà in Italia Clear History (si chiamerà probabilmente Elimina Cronologia) si troverà all'interno di un pannello all'interno delle impostazioni che permette di tenere d'occhio tutte le attività tracciate al di fuori di Facebook, sito per sito: da lì sarà possibile sapere quali sono di preciso le pagine che inviano dati al social network, ma anche attivare un interruttore che impedisce all'organizzazione di collegare queste informazioni al proprio account anche in futuro.