3 Aprile 2019
18:43

Attacco hacker alle auto a guida assistita: bastano degli adesivi sull’asfalto a farle sbandare

I ricercatori del gruppo cinese Keen Security Lab hanno lanciato il proprio attacco su una Tesla Model S, ma in linea di principio tutti i sistemi di mantenimento della corsia soffrono dello stesso problema: le telecamere e gli algoritmi che impiegano possono essere ingannati modificando parzialmente l’aspetto delle corsie.
A cura di Lorenzo Longhitano

Con l'affacciarsi all'orizzonte delle prime evolute tecnologie per la guida autonoma non manca chi cerca di sensibilizzare l'opinione pubblica sui rischi che questi sistemi possono comportare se non adeguatamente messi in sicurezza. L'esempio più inquietante arriva però dalla Cina, dove i ricercatori di Keen Security Lab hanno utilizzato un sistema di attacco, difficile da mettere a punto ma decisamente banale da sfruttare, per dirottare il sistema Autopilot di una Tesla Model S e far sterzare l'auto improvvisamente nel mezzo di una strada.

Autopilot è il sistema di guida assistita avanzato a disposizione delle auto del gruppo, che permette all'auto di procedere da sola su strade a scorrimento veloce mantenendosi alla giusta distanza dalle altre auto, ma soprattutto tenendo la corsia di marcia corretta e seguendo le curve della carreggiata; per farlo riprende con le videocamere dell'auto la segnaletica orizzontale sul manto stradale e fa interpretare le informazioni da un sistema addestrato. È a questo livello che i ricercatori hanno operato il cortocircuito nel corso della loro dimostrazione pratica: utilizzando dei semplici adesivi riflettenti applicati all'asfalto, hanno confuso il sistema di rilevamento dell'auto facendo in modo che si immettesse nella corsia dedicata al senso di marcia opposto.

Quella messo sotto attacco da Keen Security Lab in realtà non è una tecnologia utilizzata in esclusiva da Tesla, anzi: tutte le auto più moderne e accessoriate montano a bordo sistemi di mantenimento della corsia più o meno evoluti; tutti funzionano in modo leggermente diverso, ma tutti possono essere ingannati in modi simili. Non risolve il problema però rispondere alle osservazioni di Keen Security Lab come ha fatto la casa statunitense a Cnet, ovvero liquidando lo scenario come remoto semplicemente perché il guidatore è sempre tenuto ad avere le mani sul volante e sapere cosa sta facendo il veicolo. Da una parte infatti è vero che il sistema di guida non impedisce al conducente di riprendere il controllo del veicolo, e anzi si disattiva automaticamente quando quest'ultimo si impone al volante; d'altro canto però questi sistemi continuano a venire pubblicizzati o promessi come autonomi, e in ogni caso sapere che la propria auto potrebbe sterzare senza motivo mentre ci si aspetta che segua la carreggiata non è il massimo. Prima di essere del tutto degni di fiducia insomma questi sistemi dovranno essere resi più difficili da violare, in questo caso magari ideando e utilizzando più sistemi ridondanti per la scansione delle delle corsie.

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