Continuano a essere segnalati nuovi casi di phishing, se poi questi vengono diffusi mediante WhatsApp, contando di farla franca grazie a sacrosanti sistemi pensati per garantire la privacy, le cose si complicano. Se da un lato è infatti legittimo garantire la riservatezza dei messaggi, dall’altro chi conosce i meccanismi di internet può scatenarne tutta la potenza, andando in certi casi ben oltre il phishing, mettendo a repentaglio la sicurezza fisica delle persone. Giusto l’estate scorsa gli utenti PostePay hanno sperimentato cosa significa ricevere email dove si invita a cliccare su un link per ottenere lo sblocco della carta, oppure SMS dove poter attivare nuovi servizi. Il risultato è sempre quello di regalare i propri dati sensibili, ritrovandosi a dover passare l’estate col conto svuotato. Anche gli utenti di diversi gestori telefonici non sono immuni dai rischi. Su WhatsApp è partita la nuova catena di Sant’Antonio con messaggi truffaldini ai danni di chi possiede una scheda Tim, Vodafone, Wind o Tre Italia.

L'esca: WhatsApp torna a pagamento

L’annuncio esca riguarda il ritorno a pagamento del servizio di messaggistica. Niente paura però: con la modica cifra di 10 euro sarebbe possibile infatti eludere questa eventualità. Basta cliccare su di un apposito link e il pensiero passa. Ricorda parecchio il recente caso della finta notifica di pagamento per l’acquisto di un iPhone, la quale dalle fattezze sembra proprio provenire dall’Apple Store. In quella frazione di secondo in cui leggiamo il messaggio, la prima cosa che ci viene in mente è di non cliccare niente che comporti la conferma di una data operazione, ma se invece leggiamo che questo gesto la può annullare levandoci per sempre ogni preoccupazione, ogni nostra difesa sembra crollare. Una tecnica che sembra dare i suoi frutti, visto che siamo ancora qui a parlarne, dopo numerosi casi analoghi.

La trappola: clicca qui e passa la paura

Ecco quindi che l’utente clicca convinto di essersi tolto ogni cruccio, spendendo il costo di una ricarica telefonica. Ma in tanti si sono accorti di essere stati reindirizzati su di una pagina piuttosto sospetta. Intanto un virus si è già accampato nel loro dispositivo, pronto a prosciugare il conto dei malcapitati, magari attivando vari servizi non richiesti. Ovviamente se WhatsApp dovesse davvero tornare ad un servizio a pagamento avrebbe i suoi canali ufficiali per comunicarlo, senza necessitare l’ausilio di passaparola. Resta quindi la regola fondamentale: non fidatevi di chi cerca di allontanarvi dai canali ufficiali.