Opinioni
22 Giugno 2016
12:02

Banda Larga, bocciata la norma che avrebbe favorito Enel

La norma pro-Enel in materia di banda larga non diventerà realtà. A fermarne l’avanzata è stato il Ministero per lo sviluppo economico, che si è espresso negativamente sulla modifica della legge 287 del 1990 proposta dai senatori Margotta e Di Biagio.
A cura di Marco Paretti

La norma pro-Enel in materia di banda larga non diventerà realtà. A fermarne l'avanzata è stato il Ministero per lo sviluppo economico, che si è espresso negativamente sulla modifica della legge 287 del 1990 proposta dai senatori Margotta e Di Biagio, rispettivamente del Pd e del Ncd. Un ulteriore stop arriverà nel corso dei prossimi giorni da parte della Commissione Industria. Annunciato lo scorso aprile, l'accordo avrebbe favorito fortemente Enel nella posa dell'infrastruttura dedicata alla banda larga, da attuarsi attraverso la controllata Enel Open Fiber, grazie all'abrogazione del comma 2 quater, articolo 8, della legge della Concorrenza.

Questo particolare comma obbliga un'azienda a condividere beni, servizi e informazioni con la concorrenza se il servizio offerto è di interesse generale o se li trasferisce ad una controllata. In questo caso Enel dovrà fornire beni, servizi e informazioni per la posa dell'infrastruttura alla sua Enel Open Fiber, consentendo a Tim di richiedere l'accesso a questi elementi. Un'operazione che in caso di ritocco della legge non sarebbe stata possibile, ma che ora torna nuovamente a rappresentare lo scenario più plausibile. La proposta, secondo il senatore Margotta, puntava ad eliminare una legge che favorisce un'azienda già forte come Tim nei confronti di una realtà nuova come, in questo caso, Enel Open Fiber.

Ad aver spinto verso il mantenimento dell'attuale normativa è stato il presidente della Commissione Industria del Senato, Massimo Mucchetti, che ha portato il governo a ripensare la decisione di abrogare il comma, data quasi per certa durante le prime fasi della seduta svoltasi lo scorso mercoledì. Sono state le implicazioni di questo ritocco ad aver convinto il governo a mantenere la situazione attuale, che peraltro favorisce anche un altro operatore di telefonia mobile. H3g, o Tre Italia, ha infatti utilizzato questa legge per portare Poste Italiane davanti all'Antitrust, dove ha ottenuto una vittoria che le consentirà di posizionare dei punti vendita all'interno degli uffici postali, accanto a quelli dedicati a Poste Mobile.

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