Già anni prima che l'epidemia di coronavirus esplodesse in tutto il mondo, il fondatore ed ex numero uno di Microsoft Bill Gates aveva previsto che qualcosa di simile sarebbe accaduto. Il miliardario filantropo non è stato il primo né l'unico ad avere un simile presagio, ma il suo particolare status lo ha reso uno dei testimoni più illustri del fatto che quanto stiamo vivendo in queste settimane si potesse prevenire. Ecco perché in questi giorni Gates ha deciso di parlare espressamente di coronavirus, formulando una serie di previsioni su SARS-CoV-2 tra le quali una in particolare sta facendo discutere: in una condizione di isolamento ideale — simile a quella ricreata dalla Cina — prima di tornare alla normalità potrebbero servire anche due mesi e mezzo.

Domande a ruota libera

L'occasione per Bill Gates di esprimersi sul coronavirus è stata una sessione di domande e risposte organizzata su Reddit, durante la quale il miliardario si è sottoposto alle domande degli utenti insieme ai medici della sua Bill and Melinda Gates Foundation, creata nel 2000 a scopo di beneficienza. All'evento digitale hanno partecipato migliaia di utenti con le loro domande, anche se Gates e il suo staff hanno avuto il tempo di rispondere solamente a una manciata di queste.

Prima il vaccino o le cure?

Quelle su vaccini e cure sono state tra le domande più gettonate. A questo riguardo, trovare un vaccino in grado di prevenire la diffusione della malattia potrebbe impiegare meno dei 18 mesi comunemente previsti, ma i metodi di sviluppo in fase di sperimentazione sono numerosi e non danno alcuna garanzia di successo: è fondamentale investire su ciascuno, ma è meglio non fare affidamento su previsioni ottimistiche in questo senso. Piuttosto, è probabile che in attesa di un vaccino si affaccino all'orizzonte farmaci capaci — se non di guarire i pazienti — per lo meno di ridurre la forte dipendenza dalle unità di terapia intensiva che ad oggi caratterizza il trattamento della malattia.

Isolamento e tamponi, la ricetta per uscirne

L'ex Microsoft ha sottolineato anche l'importanza dell'isolamento e dei tamponi, due aspetti sui quali gli Stati Uniti sono ancora indietro rispetto ad altri Paesi. In particolare secondo i modelli elaborati dalla fondazione di Gates, bloccare efficacemente tutte le attività nei Paesi colpiti potrebbe portarli a tornare gradualmente alla quotidianità in un tempo stimato tra le 6 e le 10 settimane; lato tamponi, la Cina è stata lodata per la sua capacità di sottoporre ai test un alto numero di cittadini, riuscendo così a tenere correttamente traccia dell'evolversi del contagio.

Se i Paesi coinvolti seguiranno questi consigli o meno lo scopriremo a breve. Purtroppo — ha anticipato Gates con preoccupazione — le soluzioni proposte sono alla portata dei soli Paesi più ricchi; quelli in via di sviluppo sono privi dei mezzi economici per garantire strumenti di diagnosi, isolamento e trattamento della malattia, e potrebbero trovarsi a dover pagare un prezzo ancora più alto.

tot. contagiati 101.739
30 marzo 1.648
tot. guariti 14.620
30 marzo 1.590
tot. deceduti 11.591
30 marzo 812