Bill Gates, il fondatore di Microsoft e da decenni uomo più ricco del mondo (a intermittenza), vuole pagare più tasse. Il multimiliardario e filantropo l'ha ribadito in occasione del nuovo anno, in una riflessione sulla necessità di rendere più equo il sistema fiscale degli Stati Uniti – dove risiede. L'intervento è stato pubblicato online sul blog personale dell'ex CEO e parte da un assunto di base: nonostante i progressi tecnologici e culturali che hanno animato i 12 mesi che si sono appena conclusi, al mondo continuano a persistere profonde diseguaglianze che separano chi è fortunato da chi non lo è stato, e di queste eguaglianze lo stesso Gates ha potuto beneficiare immensamente e ingiustamente.

In realtà non è la prima volta che Gates lamenta di pagare poche tasse rispetto a quanto sarebbe nelle sue possibilità: i suoi interventi in questo senso risalgono a quasi 20 anni fa, mentre l'anno scorso in una intervista alla CNN il miliardario era tornato sull'argomento affermando da una parte di aver pagato "più tasse di chiunque altro", ma al contempo anche che lo stato dovrebbe chiedere molto di più a lui e ad altri super ricchi come Donald Trump.

Gates punta i riflettori su un dato che già da anni fa discutere, ovvero che la distanza tra chi ha più disponibilità economiche e chi non ha nulla è aumentata enormemente rispetto a 50 anni fa. Il sistema attualmente in vigore riconosce guadagni sconsiderati a pochissime persone ("sono stato ricompensato in maniera sproporzionata in relazione a ciò che ho fatto nella vita", ha affermato Gates), mentre l'enorme maggioranza degli altri lavora altrettanto per ottenere nulla o quasi.

Anche la proposta del fondatore di Microsoft per controbilanciare gli effetti negativi del sistema non è esattamente una novità: si tratta semplicemente di un sistema fiscale per il quale "se hai più soldi, paghi una percentuale più alta di tasse"; in particolare Gates propone di aumentare la tassazione dei redditi da capitale – ovvero i guadagni derivanti dalle rendite finanziarie e dai dividendi da partecipazione – poiché è da questo tipo di guadagni che i più ricchi traggono il loro sostentamento lasciando indietro chi invece può contare solo su piccole e medie attività commerciali fin troppo tassate o su stipendi sempre più inadeguati.

Tra le altre misure proposte figurano un innalzamento delle tasse di successione per evitare il perpetrarsi di vere e proprie dinastie economiche basate su trasferimenti di ricchezze immensi e la tassazione di capitali rimasti immobili e inutilizzati per più di 10 anni.