Una delle caratteristiche più controverse delle ultime generazioni di iPhone è il notch, la tacca che occupa il lato superiore dello schermo rendendone la superficie asimmetrica. Qualcuno lo ama, qualcuno lo odia, altri infine lo sopportano in virtù delle novità che si porta dietro, come il design rinnovato del telefono, il riconoscimento facciale Face ID e le animoji. Alcuni però il notch non sanno neanche cosa sia: Curtney Davis e Christian Sponchiado, due consumatori negli Stati Uniti, l'hanno scoperto solo dopo aver aperto la confezione del suo nuovo iPhone XS Max e per questo hanno deciso di citare in giudizio Apple per pubblicità ingannevole. Il motivo, per la precisione, è che in alcune delle immagini promozionali e nel materiale informativo che descrivono il dispositivo l'elemento risulta nascosto a regola d'arte.

Grazie all'imponente campagna pubblicitaria messa in piedi da Apple nelle settimane del lancio, le foto in questione sono probabilmente note anche a chi non si interessa di tecnologia. Nelle immagini, gli schermi di iPhone XS e del suo fratello iPhone XS Max ritraggono un non meglio precisato pianeta nel cosmo. La curvatura della sfera fa in modo che quest'ultima possa occupare la porzione superiore dello schermo senza sfiorare l'area del notch, che altrimenti si rivelerebbe invadendo parte dell'immagine. La scelta della foto, unita a uno sfondo perfettamente nero, contribuisce a creare l'illusione che il display dei due telefoni corra effettivamente da un lato all'altro del telefono senza alcun tipo di cornice a contenerlo.

In modo simile, lamenta la denuncia depositata, sarebbero fuorvianti anche le dichiarazioni sulla diagonale del display e sul numero di pixel che compongono lo schermo: i 5,8 pollici dichiarati da Apple andrebbero ridotti a 5,68 eliminando le aree del notch e gli spigoli arrotondati; la risoluzione invece andrebbe ridotta per tenere conto del fatto che ogni pixel dichiarato non contiene tre sottopixel (blu, verde e rosso) com'è implicito, ma soltanto due.

Le pratiche denunciate in realtà non sono dominio esclusivo della casa di Cupertino, che in questo si comporta esattamente come le altre aziende: semplificando là dove serve (il caso del conto dei pixel è emblematico) ed enfatizzando invece le caratteristiche migliori dei propri dispositivi. Che si tratti di un'attività lecita o meno, a questo punto aiuteranno a deciderlo i giudici che si occuperanno del caso. I due querelanti stanno infatti tentando di trasformare la causa in una class action; Apple nel frattempo non ha commentato la vicenda.