Prima odiato, poi amato. Il "notch", la tacca che caratterizza la parte superiore dello schermo dell'iPhone X, ha fatto discutere fin dal suo annuncio. Ora, però, sembra che tutti i produttori di smartphone facciano a gara per inserirlo nei loro ultimi dispositivi. Al Mobile World Congress di quest'anno il trend era chiaro: a partire da nomi noti come Asus e Wiko, ma anche LG e Huawei – che, nonostante non abbiano ancora annunciato i loro nuovi smartphone, hanno già rivelato la presenza del notch – passando per un grande numero di aziende cinesi come Oukitel, Doogee, Blackview, UleFone, OtOt e Ila. Tutti hanno il notch. Perché?

Apple è stata la prima ad introdurre questa caratteristica – anche se, a onor del vero, una soluzione simile era già presente nell'Essential Phone – con un unico obiettivo: riempire il pannello frontale con il display, lasciando spazio solo a fotocamera frontale e sensori. Un approccio differente da quello della concorrenza, che aveva evitato di circondare questi elementi con piccole parti dello schermo, lasciando di fatto bordi superiori ed inferiori. La scelta è particolare, perché per alcuni utenti il notch non è propriamente bello. Inevitabile, ma non bello. Eppure parte della forza di Apple sta anche qui: in meno di un anno il notch è diventato uno statement.

Se una delle altre aziende che ora si sono accodate alla mela avesse pubblicato uno smartphone dotato di "tacca" qualche anno fa, la ricezione sarebbe stata probabilmente molto fredda. Il fatto che lo abbia fatto Apple, invece, lo ha reso un elemento ricercato che, soprattutto in oriente, genera molta richiesta. D'altronde era già successo con le forme dell'iPhone 6, dapprima criticate e poi fondamentalmente copiate un po' da tutti. Il notch è una scelta stilistica ben precisa: non si possono eliminare camera e sensori, ma non è nemmeno obbligatorio "accerchiarli", come dimostrato dagli ultimi Galaxy. La scelta di Apple è sembrata quasi un'imperfezione, che però ora tutti vogliono copiare. Come il neo di Marilyn.