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Chi è Momo, la spaventosa bambola che ha terrorizzato WhatsApp

Se siete utenti WhatsApp potrebbe esservi capitato di finire coinvolti nella catena creepy di Momo. L’inquietante bambola dagli occhi sgranati promette di lanciarvi una maledizione se non la condividete. Da dove viene questa misteriosa “creatura” e come ha fatto a divenire improvvisamente virale?
A cura di Juanne Pili
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Cosa si cela dietro “Momo”, la terrificante bambola dagli occhi sgranati che sta terrorizzando gli utenti di WhatsApp? Provare a contattarla significherebbe ricevere in cambio altre immagini poco rassicuranti, per lo più di presunti delitti. I numeri utilizzati cominciano coi prefissi +81 e +57. C’è chi sostiene di aver scambiato quindi dei messaggi con la curiosa creatura, cosa che però non risulta dimostrato, anzi sembra proprio che non sia in grado di riceverli.

La catena su WhatsApp

Come vedremo questa catena di Sant’Antonio dell’orrore ha origini molto lontane, ma inizialmente si è diffusa soprattutto nei forum di lingua spagnola, per poi conquistare il mondo attraverso WhatsApp. Questa applicazione si sta rivelando ormai l’ideale per ogni genere di catene virali. Al messaggio viene anche allegato un invito alla massima diffusione, come se non fosse già sufficiente il suo contenuto. Ma attenzione, perché si viene anche avvisati dei pericoli ai quali si incorrerebbe non aderendo al passa parola. Ci sarebbe soprattutto il rischio di incappare in una maledizione.

Chi è Momo? Dal Giappone con orrore

Si tratta di una rappresentazione artistica intitolata “Mother-Bird" realizzata dall'artista giapponese Keisuke Aisawa presso lo studio Link Factory e presentata in mostra a Tokyo. Si tratta del luogo più adatto per gli artisti horror che vogliono farsi conoscere nel resto del Mondo. Fa la sua prima apparizione su Instagram nel 2016 e si diffonde presto nei vari thread di discussione su Reddit, specialmente quelli di lingua spagnola. Diventa così il tormentone di questa estate mediante i messaggi di WhatsApp. Vi sono almeno due numeri corrispondenti che restituiscono l’angosciante immagine, che qualcuno ha paragonato erroneamente all’attrice protagonista dello Shining di Kubrick Shelley Duvall.

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