Bitcoin e criptovalute
16 Gennaio 2018
17:40

Come vengono tassati i Bitcoin?

Per l’Agenzia delle Entrate “non esiste ancora una normativa che definisca rigorosamente i Bitcoin e le criptovalute, quindi è bene prendere in considerazione i dettami della sentenza della Corte di giustizia”. Presto la normativa fiscale sulla criptovaluta verrà chiarita.
A cura di Enrico Galletti
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Bitcoin e criptovalute

Sulla criptovaluta ci si può sbizzarrire: esistono luoghi comuni, credenze, miti consolidati nel tempo che, in alcuni casi, trovano smentita, in altri restano convinzioni legate a uno dei fenomeni che sta facendo più discutere nelle ultime settimane. E tra i tanti interrogativi che circolano online e sui social resta una grande domanda: "Come vengono tassati i Bitcoin?". Proviamo a rispondere.

Innanzitutto bisogna considerare la modalità con cui i Bitcoin si inquadrano nel fisco. Per l'Agenzia delle Entrate, interpellata sull'argomento da Altroconsumo, "non esiste ancora una normativa che definisca rigorosamente i Bitcoin e le criptovalute, quindi è bene prendere in considerazione i dettami della sentenza del 22 ottobre 2015 della Corte di giustizia. Secondo questi dettami, infatti, gli scambi di valute virtuali costituiscono operazioni finanziarie, in quanto tali valute siano state accettate dalle parti di una transazione quale mezzo di pagamento alternativo ai mezzi di pagamento legali e non abbiano altre finalità oltre a quella di un mezzo di pagamento".

Ma c'è un'altra questione che tiene legati i Bitcoin alla questione fiscale, quella del monitoraggio fiscale. In questo campo c'è addirittura meno chiarezza. La norma, in un mare di incertezza, potrebbe prevedere che, nel caso in cui i Bitcoin siano utilizzati esclusivamente come mezzo di pagamento, non siano sa dichiarare. Infatti, secondo il Testo unico della finanza, i mezzi di pagamento non sarebbero da considerarsi attività finanziarie a tutti gli effetti. Ma dietro questa quasi-certezza si nasconde la normativa doganale, che prevede l'obbligo di dichiarare denaro superiore a 10.000 euro in contanti, nel passaggio da uno Stato all'altro.

Probabilmente non importa se l'acquisto viene effettuato con carta di credito o con l'utilizzo di contanti. Dietro questi interrogativi resta anche da chiarire il fatto che i proventi di questa moneta virtuale siano ospitati su server stranieri. A quale legge fiscale occorre fare riferimento? A quella del proprio Paese o a quella del server che ospita la criptovaluta? Insomma, sul lato fiscale dei Bitcoin c'è ancora molta incertezza. Ma visto l'exploit che la criptovaluta ha avuto in queste settimane, presto si farà chiarezza. Probabilmente con l'introduzione di leggi chiare e al passo coi tempi. Anche per scongiurare l'ipotesi che si fa largo da lontano, quella di una nuova frontiera del riciclaggio.

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