In un panorama online sempre più invaso dai microinfluencer a volte è difficile per chi voglia fare carriera sul web capire quando si smette di essere personalità della Rete di basso o medio rango e si comincia invece a diventare vere e proprie celebrità. Dal Regno Unito però è appena arrivato una indicazione preziosa al riguardo: stando al governo infatti la sottile linea rossa che separa chi sta tentando di sfondare dai VIP fatti e finiti — è quella dei 30.000 follower.

La definizione per la precisione è arrivata dall'Advertising Standards Authority (l'organo statale che in UK svolge funzioni simili a quelle del nostro Garante della Concorrenza e del Mercato) in seguito al caso di Sarah Willox Knott, una blogger e influencer che online risponde al nome di ThisMamaLife, ha 32.000 follower al seguito su Instagram e ha recentemente pubblicizzato sul proprio profilo un medicinale per la cura dell'insonnia.

L'utente ha contrassegnato il proprio intervento come sponsorizzato, ma la precauzione non è evidentemente bastata a placare la curiosità dell'ASA che ha voluto analizzare la situazione della blogger nel dettaglio: nel Regno Unito infatti celebrità e personaggi pubblici per legge non possono pubblicizzare alcun tipo di medicinale, e il pubblico di 32.000 persone di ThisMamaLife — pur non arrivando alle dimensioni di quello di una celebrità nota in tutto il mondo — è comunque di dimensioni considerevoli.

Alla blogger è stato dunque imposto di rimuovere il contenuto incriminato, con buona pace della società che l'aveva commissionato e che aveva provato a protestare: "Abbiamo preso in considerazione la tesi dell'azienda" ha spiegato l'ASA "secondo la quale i numeri di ThisMamaLife restano bassi in confronto a quelli di celebrità più note; avere più di 30.000 follower però significa disporre comunque dell'attenzione di un cospicuo numero di persone, e per questo abbiamo considerato la blogger al pari di una celebrità".