Le indiscrezioni si stavano susseguendo con sempre più intensità già da giorni, ma finalmente la decisione è stata presa e comunicata in modo ufficiale: anche l'E3, la più importante fiera di videogiochi del mondo, quest'anno non si terrà. Il motivo è intuibile ed è lo stesso che ha portato all'annullamento di un numero cospicuo di conferenze e manifestazioni del settore hi tech: sono le preuccupazioni derivanti dalla diffusione dell'epidemia di coronavirus, per le quali sarebbe effettivamente poco prudente dare il via libera a una manifestazione che l'anno scorso ha radunato quasi 70.000 persone in un unico luogo.

Biglietti rimborsati

La comunicazione è arrivata in queste ore dalla Entertainment Software Association, ovvero l'ente che ha in carico l'organizzazione dell'evento, ed è disponibile sul sito dell'E3. Il contenuto è simile a quello di simili comunicazioni relative ad altri grandi eventi del panorama tecnologico e videoludico saltati per lo stesso motivo (dalla Game Developers Conference al Google I/O, passando per SXSW e altri): chi ha già comprato i biglietti della fiera — che si sarebbe dovuta tenere il 9, 10 e 11 giugno — otterrà un rimborso completo; le aziende presenti dal canto loro cercheranno — per quanto possibile — di trasferire online gli annunci previsti e le esperienze di gioco attraverso l'uso di video in streaming e altri contenuti multimediali.

Difficile replicarla online

Non sarà un compito semplice. Da una parte infatti gli annunci dei nuovi giochi dei quali da sempre l'E3 è teatro fanno ormai da anni il giro del mondo istantaneo grazie a Internet e a YouTube. D'altro canto però la fiera è soprattutto il luogo dove videogiocatori e stampa possono mettere le mani per la prima volta su titoli mai messi a disposizione dagli sviluppatori, spesso ancora incompleti o coperti da embargo: questa importante porzione dell'E3 è impossibile da replicare online, o almeno non per come è sempre stata impostata la fiera finora.