Fin dalla diffusione dei primi motori di ricerca in molti hanno iniziato a rivolgersi a Internet per qualunque tipo di quesito, compresi quelli di carattere medico. In realtà chiedere a Google di effettuare una diagnosi al posto di un medico competente e partendo da pochi sintomi digitati nella casella di ricerca non è mai una buona idea, ma nel Regno Unito Amazon e il servizio sanitario nazionale locale hanno avviato un progetto che può risultare effettivamente utile per una buona fetta di popolazione: un servizio che permette agli altoparlanti intelligenti Echo di dare ai loro proprietari consigli in ambito medico semplicemente attraverso i comandi vocali.

Come funziona

Il prodotto della partnership tra il gruppo di Jeff Bezos e il National Healh Service è una skill per Alexa, un'app scritta per l'assistente digitale di Amazon e che dunque è compatibile con tutti i prodotti che la ospitano: dagli smartphone ai dispositivi della gamma Echo, appunto. Una volta attivato attraverso l'apposito comando vocale, il software ascolta le richieste degli utenti in ambito medico — da come trattare l'emicrania a quali sono i sintomi della varicella, e via dicendo. Le risposte sono offerte cercando le parole chiave pronunciate all'interno del sito ufficiale del servizio sanitario e costituiscono dunque informazioni attendibili, poiché provengono esclusivamente da fonti ufficiali e non da risultati non verificati e provenienti da un comune motore di ricerca.

Lo scopo e le critiche

Lungi dal rappresentare un'alternativa digitale al medico di famiglia, il progetto si rivolge principalmente a chi online potrebbe perdersi tra siti poco raccomandabili che offrono rimedi di dubbia efficacia, e mira ad alleggerire il carico di lavoro che grava sulle spalle del servizio sanitario intercettando al posto degli operatori in carne e ossa le richieste più banali. Dal lancio del servizio avvenuto in queste ore sono già arrivate le prime critiche a tema privacy, dal momento che il fulcro del servizio consiste nell'inviare ad Amazon informazioni estremamente sensibili sulle condizioni di salute proprie e dei propri cari, ma il colosso dell'ecommerce ha già risposto affermando che non intende utilizzare i dati raccolti nell'ambito del progetto per creare profili medici di chi lo utilizzerà.