Casinò-online-e-poker-game-legali-in-Italia

Da oggi, lunedì 18 Luglio, sara possibile giocare online al Casinò con soldi veri, attraverso puntate minime disposte dalla nuova normativa, secondo il decreto Abruzzo del 2009. Il mercato del “betting and gambling” online è in continua crescita (compreso il social game introdotto e diffuso su larga scala grazie ai social network), e si stima che la raccolta in un anno potrà toccare quota di 18 miliardi, di cui 16,2 miliardi torneranno nelle tasche dei giocatori.

Le novità riguarda proprio il poker cash, in cui a differenza dei tornei di poker si potranno giocare una quantità di chips imprecisata a discrezione del valore in denaro che il giocatore ha deciso di investire (dunque non si parte da una quota alla pari come nei tornei), e il casinò online. I cosidetti “skill games”  − giro d’affari stimato intorno ai 700 milioni mensili – sono i giochi d’abilità, tipo scopa, già esistenti che faranno parte dell’offerta per i giocatori del casinò online.

Nel caso dei poker cash game comunque c’è un limite stabilito dalla legge di puntata equivalente a 1000 euro per quella massima e 50 centesimi per la minima. Il payout, la cifra di ritorno ai giocatori, è stimata intorno al 90% e questo garantirà vincite ai giocatori di circa 720 milioni per il poker e 630 per i giochi da casinò. La tassazione è del 3% su skill games e poker online, sale invece al 20% per il poker cash game, al netto delle vincite dei giocatori. Poker online – in modalità torneo – e skill games hanno racolto nel 2010 3,1 miliardi e si stima che la cifra possa crescere ancora di più nel 2011, nei primi sei mesi è già a 1,5 miliardi.

Quello del gaming online è ormai una pratica molto diffusa; ambivalente, da intrattenimento a vera e propria epidemia sociale, si colloca tra il sano divertimento e usi che in alcuni casi possono divenire vere e proprie ossessioni. I commenti dei cittadini sono vari,  tra chi lamenta la possibilità di una dipendenza dai giochi, in piena crisi economica, e chi è più cauto proponendo un limite massimo di giocate mensili – con registrazione effettuata con codice fiscale e dati personali  – gli esperti rimangono dubbiosi. Cesare Guerreschi, psicoterapeuta e presidente della società italiana di intervento sulle patologie compulsive (Siipac) dichiara “Lo Stato deve assumersi prima di tutto la responsabilità di un'indagine statistica seria per capire la situazione reale sulla dipendenza da gioco, senza delegare a holding e gestori” visto che negli ultimi anni le indagini sulla dipendenza da gioco sono state realizzate da soggetti non proprio disinteressati, come Monopoli di Stato e Sisal. Rumors parlano che i soggetti più a rischio sono le donne tra i 25 e 45 anni, fascia d’età più colpita dalla crisi.