Da tempo ormai una particolare categoria di algoritmi di intelligenza artificiale ha dimostrato di saper generare immagini fotorealistiche di volti che però di reale non hanno nulla, né appartengono a vere persone. La tecnologia ha fatto scalpore negli ultimi mesi quando è stata messa al servizio di veri e propri siti che generano nuovi volti a piacimento, ma le sue prossime evoluzioni sono già dietro l'angolo; l'azienda giapponese DataGrid ha infatti annunciato in questi giorni di aver messo a punto un sistema che seguendo lo stesso principio può dare vita a immagini di esseri umani a figura intera e completi di capi di abbigliamento realistici, ma creati completamente da zero.

Agli algoritmi del gruppo è stata inizialmente data in pasto una grande quantità di immagini dalle quali sono stati estrapolati gli elementi costitutivi affinché potessero essere riutilizzati nelle fasi successive; al termine del processo di assimilazione, agli algoritmi è stato poi chiesto di sintetizzare nuove immagini partendo da zero, sotto la supervisione di altri software identici ma incaricati di capire se le immagini risultanti fossero autentiche o sintetiche. Sulla base di questo modello le componenti generativi del sistema hanno proseguito instacabilmente per prova ed errore fino a quando non sono riuscite a ingannare i supervisori, che al termine del processo sono diventati a loro volta più accurati nel distinguere eventuali errori. Il tutto è stato ripetuto più volte fino ad arrivare al livello di precisione osservabile nella clip pubblicata dalla società.

Come avviene nel caso dei volti umani, anche le immagini provenienti dal sistema di DataGrid mostrano difetti e artefatti digitali che un occhio esperto può individuare per distinguere l'opera di un software da una vera fotografia (per non parlare del fatto che in questo caso si tratta di fotomodelli in posa su uno sfondo completamente bianco). Stando a DataGrid però le prossime iterazioni del suo software saranno più sofisticate e in grado non solo di generare immagini più accurate e definite, ma anche di legarsi a una ulteriore serie di algoritmi ideati per simulare in modo realistico il movimento dei modelli ritratti.