Uno dei fattori che avrebbe potuto contribuire a salvare la vita di Simon Gautier, il turista francese scomparso in Cilento e ritrovato pochi giorni fa, è l'attivazione in Italia dell'Advanced Mobile Location, una tecnologia in fase di adozione in tutta Europa grazie alla quale ogni smartphone in contatto con un numero di emergenza invia in automatico alla centralina la propria posizione GPS tramite messaggio, per permettere soccorsi tempestivi. Da noi il sistema non è ancora disponibile, mentre al suo posto è attivo invece 112 Where Are U — un'app che svolge funzioni simili e che proprio in queste ore — Secondo una nota diffusa dall'Azienda regionale per l'emergenza-urgenza della Lombardia — sta conoscendo una popolarità senza precedenti.

Cos'è 112 Where Are U

L'app in effetti è disponibile da anni e si può scaricare gratuitamente sia su smartphone Android tramite Play Store, sia su iPhone tramite App Store. In modo simile a quanto fa la tecnologia AML sugli smartphone, l'app permette di mettersi in contatto con il numero europeo d'emergenza 112 con una chiamata speciale su due canali: il primo è una normale telefonata vocale attraverso la quale si viene messi in contatto con il primo operatore disponibile alla centrale unica di risposta del servizio; il secondo è un canale testuale sul quale viene trasmessa — tramite rete dati o SMS — la posizione GPS dello smartphone chiamante.

I limiti rispetto al sistema AML

L'app è del tutto legittima e ufficiale, ma rispetto al sistema in via di implementazione (una direttiva europea impone che sia attivo entro il 2020 negli stati membri) soffre di alcune limitazioni. La prima è tecnica: mentre l'AML è un sistema integrato nei sistemi operativi Android e iOS che si attiva da solo nelle chiamate ai numeri di emergenza, 112 Where Are U è un'app che va installata e aperta, attraverso la quale vanno fatte necessariamente passare le chiamate; telefonare semplicemente al 112 dal tastierino del telefono non permette di geolocalizzare il chiamante. La seconda è una limitazione geografica: l'app funziona in tutta Italia, ma l'infrastruttura che permette ai centralini di tracciare la telefonata è a disposizione solo in Lombardia, Liguria, Friuli Venezia Giulia e nelle provincie di Roma, Trento, Bolzano, Agrigento, Catania, Caltagirone, Enna, Messina, Siracusa e Ragusa.

La funzione demo e gli altri vantaggi

Di contro, rispetto al sistema AML, 112 Where Are U vanta alcune funzioni utili, tra le quali spiccano una modalità demo che permette di provare e verificare il funzionamento dell'app senza effettuare alcuna chiamata; l'inclusione di dati anagrafici e di contatto nel pacchetto di informazioni inviate alle centraline e le chiamate silenziose, che se effettuate in caso di rapine e altre situazioni di pericolo non destano sospetti in chi sta minacciando l'incolumità dell'utente.

Ora tutti la vogliono

Proprio le limitazioni di 112 Where Are U però — insieme alla tragica vicenda di Simon Gautier — hanno innescato una coppia di reazioni: il fatto che senza app non si possa essere localizzati sta portando migliaia di persone a scaricarla per precauzione (i dati diffusi parlano di fino a 19.000 download al giorno a fronte di una media giornaliera di massimo 800 download quotidiani); il fatto invece che non sia disponibile ovunque sta spingendo parte dell'opinione pubblica a richiederla anche nella propria regione di provenienza.