29 Luglio 2013
12:31

E-Commerce: l’Europa corre più veloce dell’Italia

La Commissione Europea pubblica uno studio sul commercio elettronico per l’area UE. L’Europa va veloce, ma l’Italia occupa solo il 5^ posto nella classifica generale in termini di acquisti ed investimenti nel comparto. Controversie online e gestione dei resi semplificate da un’apposita legislazione comunitaria.

Dal 2004 al 2012 l'e-commerce è cresciuto dal 20% al 45% in Europa. Questo trend ascendente non è equamente distribuito tra i paesi europei: i paesi nordici "performano" meglio, se consideriamo che gli acquisti online interessano il 73% di britannici e danesi ed il 74% degli svedesi.

A diffondere queste cifre è uno studio condotto dalla Commissione Europea e divulgato lo scorso  22 luglio.

Nonostante recentemente avessimo comunicato l'ottimo trend che il nostro paese sta facendo registrare in termini di commercio online,  i dati del Netcomm ECommerce Forum 2013 – che parlavano di una crescita delle vendite per via elettronica del 50% negli ultimi 12 mesi, con 13,6 milioni di net-shopper in Italia – vengono non smentiti, ma certamente ridimensionati dal rapporto dell'Eurostat.  L'Italia, infatti, pare occupare le ultime posizioni nella classifica dei paesi europei ordinati secondo l'online shopping trend.

La figura in alto mostra la classifica in questione: l'Italia è negli ultimi 5 posti, con una percentuale di online shopping pari al 17%, contro il 74% degli svedesi.
Bulgaria (+9%) e Romania (+5%) occupano gli ultimi posti, sebbene l'Est europeo stia registrando dal 2008 un positivo trend che si aggirerebbe quasi attorno al 100% per Lituania, Croazia, Bulgaria, Cipro ed Estonia.

Crescono i consumi online e, quindi, cresce anche la voglia di fare business nel comparto. Gli investimenti nel commercio elettronico sono cresciuti in diversi paesi, tra cui Danimarca (29%), Svezia e Croazia (27%) con una media europea del 16%. Agli ultimi posti sempre Romania (5%), Bulgaria (7%) e Italia (6%).

Il commercio elettronico pare scarseggiare ancora sul lato del servizio: gli utenti preferirebbero acquistare online solo nell'ambito del proprio paese di appartenenza (solo l'11% effettua acquisti cross-border). Questo dato è da ricondurre alla difficoltà nelle consegne oltreconfine (scarso servizio logistico, pertanto) ed alla impossibilità di pagare con carte di credito estere (sistema dei pagamenti sub-ottimale).

A vantaggio dei consumatori giungono delle misure da parte dell'Unione Europea volte ad agevolare gli acquisti elettronici. Pronta la legislazione sulla risoluzione delle controversie on line che aiuterà i consumatori a risolvere le controversie degli acquisti rapidamente e senza passare per vie legali. Da giugno 2014, inoltre, entrerà in vigore la direttiva sui diritti dei consumatori che migliorerà la gestione dei resi anche a distanza per tutti i paesi UE.

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