20 Giugno 2016
05:48

È morto Giorgio Giunchi, “storico” di internet in Italia

È morto a 66 anni Giorgio Giunchi, una delle figure più importanti per Internet in Italia e vero e proprio “archivista” della sua storia.
A cura di Marco Paretti

È morto a 66 anni Giorgio Giunchi, una delle figure più importanti per Internet in Italia e vero e proprio "archivista" della sua storia. Lo ha stroncato una malattia dopo mesi di battaglia, durante i quali non ha mai smesso di lavorare per lo sviluppo della rete in Italia. Un progetto che cura ormai da anni, fin dalla prima connessione del nostro paese a quello che 30 anni fa rappresentava sola la scintilla di quello che oggi è il web che lo conosciamo. Giorgio è mancato proprio nell'anno dell'anniversario della prima connessione in Italia, lasciandoci con tanti progetti e speranze per lo sviluppo della rete.

"Direi che la storia va un po’ per i fatti suoi" aveva spiegato durante un'intervista. "Io sono uno che interconnetto i fatti, un archivista. Ma c’è un problema. Gli archivi della Rete, in senso stretto, non esistono più. Quando una università manda in pensione qualche vecchio professore, gli dice di svuotare la stanza. Per fortuna, chi ha fatto la storia della Rete in Italia è ancora in buona salute". C'è chi ha definito Giorgio la "memoria del web italiano". Una scelta non casuale, visto che dal 2001 curava un sito web dedicato proprio alla raccolta e alla catalogazione di tutti gli elementi legati alla storia e all'evoluzione di Internet in Italia.

Si chiama CCTLD.it, acronimo di Country Code Top Level Domain, e da oltre 15 anni raccoglie testimonianze e informazioni legate alla nascita e alla crescita della rete italiana. "Sono anni che frugo in cassetti, scatoloni e ripostigli dimenticati" aveva raccontato Giorgio. "Quando trovo qualcosa lo trascrivo, scannerizzo, fotocopio. Se non trovo, compro gli annuari dei centri di ricerca dalle librerie di antiquariato". L'ultima avventura di Giorgio voleva essere proprio questa: ampliare e migliorare l'archivio, renderlo più facilmente navigabile e integrarlo con tutti i documenti recuperati nel corso degli ultimi anni. La malattia, purtroppo, ce l'ha portato via prima, "scavato ma non domato" fino all'ultimo, come scrive l'amico Riccardo Luna, "ma ora se ne è andato via, per sempre".

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