Quanto siamo disposti a pagare per vedere comodamente tra le mura di casa un film ancora in proiezione nelle sale cinematografiche? Qualunque sia la cifra immaginata sarà probabilmente inferiore al prezzo chiesto da Red Carpet Home Cinema, una startup che — racconta il New York Times — offre in streaming anteprime assolute a prezzi che però risultano decisamente proibitivi per la maggior parte delle persone: fino a 2.500 euro per 36 ore di noleggio di una singola pellicola.

Pensata per l'elite

Fondata dai veterani della vendita di biglietti e della distribuzione cinematografica Fred Rosen e Dan Fellman, la piattaforma non è pensata per funzionare ovunque né con chiunque, ma richiede una stazione di ricezione blindata antipirateria da circa 13.000 euro da far installare a un personale certificato che per il momento è autorizzato a operare solo a New York e Los Angeles; per l'accesso al sistema occorre poi abbinare al proprio account una carta di credito con almeno 45.000 euro di fido.

Il precedente democratico

E pensare che l'idea alla base di Red Carpet Home Cinema non è nuova, anzi. Già un paio d'anni fa un'altra azienda si era guadagnata l'epiteto di Netflix del cinema proponendosi di portare nelle case i film ancora in sala a un prezzo peraltro molto più conveniente, ovvero 50 dollari a pellicola. Il nome del servizio era Screening Room, e alle spalle aveva l'imprenditore e informatico Sean Parker, che più di 20 anni fa diede vita a Napster. Le competenze tecnologiche, la voglia di portare qualcosa di nuovo sul mercato e la benedizione di investitori del calibro di Steven Spielberg e J.J. Abrams però non sono bastate a convincere la maggioranza delle case cinematografiche a fidarsi del progetto che è così naufragato prima ancora del varo ufficiale.

L'approccio decisamente più elitario rispetto a quello scelto da Red Carpet Home Cinema e i rapporti intessuti negli anni dai due fondatori con la comunità di Hollywood possono aver aiutato l'azienda a convincere chi i contenuti li produce, ipotizza il New York Times. Le case cinematografiche non hanno rilasciato dettagli sugli accordi presi dal gruppo, ma la società può già vantare accordi di distribuzione con soggetti indipendenti e major del calibro di Paramount, Lionsgate, 20th Century Fox e Warner Bros, per un totale di circa 40 film all'anno in catalogo.

Red Carpet Home Cinema sta tentando di espandere la propria offerta, ma non punterà mai al grande pubblico; stando alle dichiarazioni rilasciate al New York Times, si accontenterebbe di raggiungere quota 10.000 clienti. Al resto del mondo toccherà dunque attendere che i tempi maturino, e che le case cinematografiche si convincano che il modello di distribuzione in streaming non sia un affare da riservare soltanto a una minoranza di benestanti.