Non tutti gli utenti di smartphone sulla faccia del globo terracqueo dispongono di un accesso a connessioni dati da svariati gigabyte al mese, anzi: in interi Paesi i collegamenti cellulari a banda larga costano ancora molto, o semplicemente non sono offerti nei generosi tagli disponibili da noi. Per la gioia di questa vasta categoria di persone in questi giorni il servizio di streaming musicale Spotify ha lanciato una versione lite della sua app, meno gravosa da scaricare e soprattutto dotata di una funzionalità per il controllo del traffico dati generato dal suo utilizzo.

Spotify Lite è appena uscita dalla sua fase beta e può essere scaricata liberamente da Play Store, ma solo nei 36 Paesi (principalmente economie emergenti) previsti dall'iniziale programma di rilascio disposto dalla società. Le dimensioni del pacchetto sono di appena 10 megabyte contro i 100 necessari a installare la versione classica di Spotify, mentre il download delle tracce è stato ottimizzato per dare il meglio anche quando la connessione a Internet non è particolarmente veloce né affidabile. Infine tra le funzioni non manca un limite mensile che è possibile imporre al consumo di dati, impostabile a piacimento partendo da soglie di 250, 500 e 750 megabyte fino ad arrivare a 1, 2 o 3 gigabyte. Una barra di progressione interna all'app tiene traccia del quantitativo già utilizzato, mentre una notifica avvisa gli utenti del raggiungimento della soglia. In realtà all'interno delle ultime versioni di Android esiste già una funzione simile che tiene sotto controllo il consumo di traffico generale dello smartphone, ma considerando che Spotify Lite è compatibile con le versioni più vetuste del sistema operativo (fino alla 4.3 del 2013) evidentemente gli sviluppatori hanno voluto pensare ai proprietari dei dispositivi più obsoleti.

Non è chiaro quale sarà la sorte di Spotify Lite al di fuori dei Paesi inizialmente designati per il lancio. Spotify potrebbe decidere di escludere le economie avanzate dall'accesso al suo software più efficiente, oppure fare come ha fatto Facebook con il lancio di Facebook Lite, limitandolo inizialmente ma poi rendendolo disponibile in tutto il mondo. Del resto anche in Italia c'è chi con il proprio operatore sottoscrive abbonamenti comprensivi di poche centinaia di megabyte per le connessioni alla rete, e soglie da 2 o 3 gigabyte non sono irragionevoli da impostare.