Si infittisce il mistero che circonda l'incidente stradale avvenuto sabato scorso in Texas, e che è costato la vita ai due passeggeri di una Tesla finita contro un albero senza nessuno al posto di guida. Dalle prime ricostruzioni effettuate dalle forze dell'ordine locali sembrava che la causa dello schianto fosse da attribuire a un utilizzo erroneo delle funzionalità di guida autonoma per le quali sono famose le auto del gruppo guidato da Elon Musk; in queste ore però sulla vicenda è intervenuto direttamente il patron dell'azienda, con informazioni che sembrano scagionare il software ma che non mettono la parola fine alle indagini sulle dinamiche dell'incidente.

La spiegazione di Musk

Considerato il profilo che ha assunto la vicenda all'interno della stampa specializzata (e non solo) in tutto il mondo, non stupisce che Musk abbia deciso di intervenire pubblicamente su Twitter. Nel cinguettio pubblicato nei giorni scorsi, il numero uno di Tesla aggiunge alla ricostruzione ufficiale alcuni elementi in contrasto con quanto emerso in precedenza: stando a Musk la scatola nera dell'automobile ha rivelato non solo che la funzionalità di guida autonoma non era attiva al momento dell'incidente, ma anche che l'auto non era neppure abilitata al suo utilizzo. Nelle automobili Tesla la guida autonoma si può ottenere separatamente come optional, pagando un prezzo maggiorato rispetto a quello del solo veicolo; senza effettuare il relativo acquisto, non è dunque neppure possibile scegliere di utilizzarla. Infine, per funzionare il software richiede comunque che sull'asfalto siano tracciate almeno le linee di mezzeria, mentre la strada dove si è schiantata l'auto non ne era provvista.

Incerte le cause dell'incidente

I tre elementi contribuirebbero a scagionare la tecnologia Autopilot, anche se non chiariscono cosa sia effettivamente successo prima dell'incidente. I due passeggeri deceduti tra lo schianto e l'incendio che ne è scaturito sono infatti stati trovati rispettivamente sul sedile del passeggero e su uno dei tre sedili posteriori; la loro disposizione all'interno dell'auto – unita al modello e alla marca del veicolo coinvolto – ha fatto propendere le forze dell'ordine locali per l'ipotesi di un utilizzo erroneo e avventato di funzionalità di guida autonoma, che effettivamente ha numerosi precedenti documentati anche online.