Man mano che piattaforme di messaggistica e social network diventano sempre più presenti nella quotidianità di miliardi di persone, anche le emoji acquisiscono una importanza sempre maggiore nel comunicare con il prossimo. È per questo che il prossimo aggiornamento delle faccine standard utilizzabili su smartphone, computer e tablet è particolarmente significativo: lo ha raccontato in anticipo Google, e prevede tra le altre cose l'arrivo di 25 nuove faccine della stretta di mano, che includono tutte le tonalità della pelle e le relative combinazioni.

Troppe poche varianti

In realtà le varianti che regalano tonalità della pelle specifiche alle generiche emoji gialle non sono una novità, anzi. Sono nate nel 2015 come una serie di 5 caratteri speciali – impossibili da utilizzare singolarmente, ma capaci di modificare la maggior parte delle emoji che ritraggono esseri umani. A ciascun carattere equivale una tonalità della pelle, e ognuno di questi caratteri, addizionato all'emoji desiderata, ne crea una della tonalità desiderata. Con la stretta di mano però le cose non erano così semplici, perché l'emoji ritrae due mani diverse che non appartengono necessariamente a persone della medesima etnia. Il paradosso è evidente: con sole 5 varianti a disposizione che ritraggono entrambe le mani con la stessa tonalità, l'emoji è rimasta fino ad oggi un simbolo di potenziale esclusione.

La soluzione

A trovare il modo di uscire dall'impasse è stata Jennifer Daniel, una sviluppatrice Google che lavora insieme ad altre aziende del settore nel consorzio che definisce ogni anno le nuove faccine che entreranno a far parte del web. Insieme ad altri colleghi, la sviluppatrice della casa di Mountain View ha ideato un sistema di 25 modificatori: 5 tonalità per la prima mano moltiplicate per 5 altre varianti per la seconda. Il sistema è simile a quello che ha recentemente portato all'introduzione delle emoji di coppia con tonalità della pelle e generi diversi, ma prima di vederlo in azione sull'emoji della stretta di mano passerà ancora qualche mese. Le nuove faccine sono state approvate come parte dell'ultima versione dello standard Unicode, che vedrà la luce sui primi dispositivi a partire dal 2022.