1 milione di persone, per lo più giovani uomini e con un livello di educazione medio-alto. Sono i risultati del primo Rapporto sugli Esport in Italia, realizzato da AESVI in collaborazione con Nielsen. Secondo la ricerca, nel nostro paese oltre 260.000 persone (definite "Avid Fan") seguono quotidianamente eventi esport. Il 35 percento delle stesse, circa 90.000 persone, afferma che molto probabilmente assisterà anche a un evento dal vivo in futuro. Questo bacino di utenza si allarga fino a raggiungere 1 milione di persone potenziali se si considerano anche coloro che dichiarano di seguire eventi non ogni giorno ma più volte durante la settimana.

Cosa sono gli esport

Dati in grado di indicare che anche in Italia è estremamente forte il sempre crescente interesse nei confronti dei videogiochi competitivi: il rapporto li definisce come "una modalità di gaming competitivo e organizzato, che coinvolge di solito (ma non esclusivamente) singoli player o team professionisti". È quindi una categoria "ombrello", che racchiude al suo interno differenti generi di videogiochi in funzione dei diversi titoli utilizzati per le competizioni. "Come associazione abbiamo ritenuto che i tempi fossero maturi per realizzare uno studio che delineasse, anche per il nostro paese, i contorni di un fenomeno che sta riscuotendo tanto successo sia dentro che fuori dal settore del gaming” ha spiegato Thalita Malagò, Direttore Generale di AESVI. "Gli esport sono non solo una modalità di gioco, in grado di coinvolgere una base di utenti molto ampia, ma anche una nuova forma di comunicazione e soprattutto il fulcro di un ecosistema che ci auguriamo possa crescere in modo importante anche nel nostro paese nei prossimi anni".

Chi li guarda in Italia?

Ma chi sono gli spettatori di esport in Italia? Lo studio propone una fotografia piuttosto precisa di quelli che definisce Avid Fan, cioè coloro che dichiarano di seguire eventi esport ogni giorno: sono principalmente uomini (62%), con un livello di educazione medio-alto, di età compresa per lo più fra i 16 ed i 30 anni (52%), ma con discreta incidenza anche fra i 31 ed i 45 anni (33%). Le tipologie di videogiochi più seguite da questi appassionati (95%) sono i videogiochi di corse o sportivi, mentre il livello di interesse più elevato in assoluto nei confronti degli esport si registra nel genere dei First Person Shooter, gli sparatutto in prima persona (83%). FIFA si posiziona al primo posto per la partecipazione a competizioni gaming (62%) e la categoria dei videogiochi sportivi è quella più utilizzata per eventi esport: quattro tra i primi cinque titoli per frequenza di gioco appartengono a questa categoria.

Dove se ne parla

Per quanto riguarda la geolocalizzazione dei discorsi relativi agli esport, il rapporto indica che i profili social appartenenti a maschi con meno di 25 anni e localizzati in Lombardia e Lazio sono quelli più attivi. Le conversazioni si concentrano nel pomeriggio fino alle 19.00, con un picco nel primo pomeriggio, e riguardano principalmente Overwatch, FIFA 18 e Call of Duty. Twitter, le News e i Forum rappresentano le 3 piattaforme digitali in cui si rintraccia il 76% delle conversazioni sugli esport in Italia. Twitch è la piattaforma preferita per la fruizione di contenuti in live streaming, mentre Instagram e Youtube stanno guadagnando utenza tra quanti vogliono seguire i loro eventi e professionisti degli esport preferiti.

L'aspetto economico

Il rapporto comprende anche un ampio approfondimento dedicato alle sponsorship. Gli appassionati di esport mostrano un’attitudine positiva nei confronti delle sponsorizzazioni, si informano spesso sui brand che partecipano alle diverse competizioni e spesso attribuiscono loro un maggior appeal. Le forme di adv che integrano il brand o il prodotto all’interno dell’evento, invece che "occuparlo", sono quelle verso cui si registra la migliore predisposizione, in particolare l’utilizzo del prodotto da parte dei player, l’applicazione del logo sull’abbigliamento e la titolazione di un evento.

Analizzando le aziende che hanno investito nel mondo degli esport, Nielsen ha rilevato una crescita della presenza di sponsor non endemici al settore. Su tutti, i brand legati a tecnologia, beverage e snack sono considerati ‘semi-endemici’ per la facilità di integrarli nell’esperienza di gioco. Molte sponsorizzazioni riguardano anche le categorie automotive, personal care e financial services. Amazon, Red Bull, Sony, Coca Cola, Samsung, Nintendo, GameStop, McDonald’s e Microsoft sono i brand che vengono più spesso riconosciuti e citati per le loro attività di sponsorship nel mondo esport da parte degli Avid Fan.