Il diffondersi di disinformazione e fake news a mezzo Facebook è uno dei problemi più gravi della piattaforma, e non solo: quando bufale e notizie false si propagano alla velocità di un clic a farne le spese possono essere intere democrazie e la tenuta della società civile. Fortunatamente da oggi il social network blu ha deciso di porre un argine ad alcune delle falsità più pericolose in circolazione libera sul web: quelle sui vaccini. A partire da questi giorni infatti Facebook riuscirà a capire quando un utente sta per iscriversi a un gruppo che avanza teorie no-vax, proponendogli invece di consultare fonti mediche ufficiali che possono rispondere ai suoi quesiti in modo scientifico e corretto.

Il messaggio di Facebook

La notizia arriva direttamente dalle segnalazioni fatte sul social, tra chi approva la posizione presa dal social e chi la contesta trattandola alla stregua di censura. In realtà con la censura la mossa ha ben poco a che vedere: visitando un gruppo che tratta di questa tematica, Facebook si limita infatti a visualizzare una finestra informativa dal titolo "Questo gruppo parla di vaccini", al cui interno è presente un semplice avviso che recita: "Quando si tratta di salute tutti desideriamo informazioni affidabili e aggiornate. Prima di iscriverti a questo gruppo scopri perché l'Oms consiglia i vaccini per ostacolare molte malattie". A chiudere la casella è presente un pulsante che porta al sito dell'Organizzazione Mondiale della Sanità.

Un argine alla disinformazione

La proposta di Facebook si può tranquillamente ignorare per continuare con la visita o l'iscrizione al gruppo selezionato: in questo modo il social non impedisce a chi è fortemente convinto delle proprie posizioni no-vax di discuterne liberamente sulla piattaforma, ma allo stesso tempo compie un'opera di prevenzione importante presso chi non è informato sul tema e rischia di imparare ciò che c'è da sapere sui vaccini da fonti scientificamente inaffidabili. Facebook del resto, come molte altre aziende attive online, aveva già iniziato tempo fa a penalizzare i contenuti no-vax tra i risultati delle ricerche effettuate sul social: questo passo dovrebbe aiutare ulteriormente a diffondere consapevolezza sull'importanza di questo strumento per la salute di tutti.