L'attuale presidente degli Stati Uniti Donald Trump è stato rimosso da Facebook a tempo indeterminato, e almeno fino al giorno del passaggio di consegne al presidente eletto Joe Biden. La decisione è stata presa dopo l'attacco al congresso USA perpetrato dai sostenitori di Trump nella giornata di ieri, ed è stata comunicata in queste ore dal fondatore Mark Zuckerberg. Secondo il numero uno di Facebook "i rischi connessi alla permanenza di Trump sul social al momento sono troppo grandi" per lasciarlo agire indisturbato con interventi che potrebbero infiammare gli animi dei suoi supporter più estremisti come già successo nella giornata di mercoledì 6 gennaio.

La condanna di Zuckerberg

Il fondatore di Facebook fa direttamente riferimento alle "ultime 24 ore" come a "eventi scioccanti", che hanno dimostrato come Trump intenda "utilizzare il tempo che gli rimane alla presidenza per mettere i bastoni tra le ruote al processo di transizione pacifica dei poteri nei confronti del suo successore, Joe Biden". Zuckerberg affonta direttamente il tema scottante dell'utilizzo dei social da parte di Trump nelle ultime ore, ovvero la pubblicazione — su Facebook ma anche su Twitter e YouTube — di un video in cui si rivolgeva direttamente ai manifestanti per invitarli a tornare nelle prorpie case pacificamente.

L'invito in effetti era accompagnato da ulteriori accuse infondate nei confronti del partito avversario e da parole di apprezzamento nei confronti dei rivoltosi: l'ambiguità del messaggio — giudicato dagli osservatori come un pro forma o addirittura come una chiamata alle armi mascherata da intervento pacificatore — ha portato i gestori delle piattaforme social a rimuovere il contenuto dai loro server e in alcuni casi a sospendere l'account dell'autore per un breve periodo di tempo. Twitter ha optato per un blocco di 12 ore, mentre Facebook aveva inizialmente deciso di sospendere la presenza di Trump dal suo portale per la durata di un giorno; ora, a pochi minuti dalla scadenza dell'espulsione temporanea, l'intervento di Zuckerberg ha esteso il provvedimento indefinitamente, e comunque per un minimo di due settimane.

La nuova scadenza non è stata scelta a caso: il 20 gennaio infatti è il giorno dell'insediamento di Joe Biden come 46esimo presidente degli Stati Uniti. Dopo quella data, l'account Facebook di Donald Trump tornerà a essere quello di un comune cittadino: i suoi interventi perderanno insomma la valenza di "pubblica utilità" che finora aveva fatto sì che i social non potessero considerarli alla esatta stregua di tutti gli altri post.

Di seguito l'intevento del numero uno di Facebook, Mark Zuckerberg, che spiega le ragioni del provvedimento:

Gli eventi scioccanti delle ultime 24 ore dimostrano chiaramente che il presidente Donald Trump intende utilizzare il tempo che gli rimane al comando per minare il processo di transizione pacifica dei poteri nei confronti del suo successore legittimamente eletto, Joe Biden.

La sua decisione di utilizzare questa piattaforma per giustificare anziché condannare le azioni dei suoi sostenitori al palazzo del Campidoglio ha giustamente turbato molte persone negli Stati Uniti e in tutto il mondo. Abbiamo rimosso quelle dichiarazioni già ieri perché abbiamo ritenuto che il loro effetto — e probabilmente il loro scopo — fosse quello di provocare ulteriori violenze.

Ora che il risultato delle elezioni è stato convalidato dal Congresso, la priorità dell'intero Paese dev'essere quella di assicurarsi che i prossimi 13 giorni e quelli che seguiranno l'insediamento del nuovo Presidente trascorrano in pace e in accordo con le norme democratiche.

Nel corso degli ultimi anni abbiamo permesso al Presidente Trump di utilizzare la nostra piattaforma in accordo con le nostre regole, anche se a tratti abbiamo dovuto rimuovere o contrassegnare alcuni dei suoi contenuti; lo abbiamo fatto perché crediamo che le persone abbiano il diritto a un accesso il più ampio possibile alla conversazione pubblica in ambito politico, anche quando al centro vi sono interventi controversi. Il contesto di questi giorni però è radicalmente diverso e rappresenta un abuso dei nostri servizi allo scopo di incoraggiare una insurrezione violenta contro un governo eletto democraticamente.

Crediamo che consentire al Presidente di continuare a utilizzare le nostre piattaforme social durante questo periodo delicato sia semplicemente un rischio troppo grande. Per questo motivo estenderemo il blocco applicato ai suoi profili Facebook e Instagram a tempo indeterminato e almeno per le prossime due settimane, fino a quando il passaggio di consegne non sarà completo.