Alcune settimane fa Facebook aveva anticipato l'intenzione di prendere maggiormente sul serio la minaccia della disinformazione e delle fake news che circolano in relazione ai vaccini anti Covid-19. In questi giorni però il giro di vite annunciato sul finire dell'anno scorso sta sortendo i primi effetti anche in Italia: due importanti pagine no-vax nostrane sono infatti state recentemente chiuse e risultano al momento inaccessibili all'interno del social network.

Le violazioni al regolamento

A riferirlo sono stati i gestori di una delle pagine rimosse, ovvero Comilva — Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà di Vaccinazione. Sul sito della onlus si legge che la relativa pagina Facebook ha violato più volte il regolamento del social, e in particolare si parla di più articoli che "non rispettano gli standard in materia di disinformazione che potrebbe causare violenza fisica". Il virgolettato si riferisce alle motivazioni fornite da Facebook per la rimozione dei singoli articoli, e corrisponde alla formula che il social utilizza già da mesi nel contrasto alla disinformazione legata a Covid-19.

Regole più restrittive

Fin dalle prime settimane successive allo scoppio della pandemia la piattaforma ha dovuto contrastare la diffusione delle più svariate fake news su presunti rimedi casalinghi anti Covid, inefficacia delle mascherine e inesistenza della malattia; da dicembre i moderatori hanno ampliato i criteri per la rimozione dei post considerati come pericolosi per la salute pubblica a "notizie false sui vaccini che siano state già ampiamente smentite dagli esperti e che includono affermazioni sulla sicurezza, l'efficacia, i contenuti e gli effetti collaterali".

È in queste violazioni che gli articoli pubblicati da Comilva sono probabilmente incappati, dal momento che i contenuti rilanciati sulla pagina rimandavano spesso ad articoli pubblicati sullo stesso sito della onlus che effettivamente mettono in dubbio gli aspetti del vaccino elencati proprio nel regolamento di Facebook. Nell'annuncio di dicembre, il social ha ammesso la possibilità che alcune decisioni possano essere erronee, perché basate sull'operato di dipendenti che lavorano da casa e di algoritmi; d'altro canto affinché pagine come quella di Comilva vengano chiuse le violazioni riscontrate devono essere multiple e reiterate.

Le reazioni

Mentre i legali di Comilva hanno già annunciato che faranno ricorso contro la decisione presa da Facebook (utilizzando probabilmente gli strumenti messi a disposizione dallo stesso social per appellarsi alle scelte dei moderatori), la notizia è stata accolta invece con soddisfazione dal virologo Roberto Burioni, da sempre attivo contro le attività no-vax online.