Facebook bufala segnalazione

Fin da pochi anni dopo la sua nascita, la fortuna di Facebook si è sempre basata sulla condivisione di contenuti, tanto che la viralità di un post o di una storia sono sempre stati considerati un valore per gli algoritmi del social network. Negli ultimi anni però si sta verificando un paradosso: le notizie premiate dal meccanismo della viralità non sono necessariamente vere notizie. L'esempio più eclatante lo ha sottolineato in questi giorni Slate, che ha raccontato di come la notizia più condivisa del 2019 sia in realtà sotto alcuni punti di vista una fake news: la storia di un ricercato proveniente dagli Stati Uniti e di interesse decisamente locale, ma ad oggi condivisa da ben 800.000 persone.

Il titolo della notizia, "un sospetto pedofilo e trafficante di esseri umani potrebbe nascondersi nella nostra zona", può essere un indizio importante su come il contenuto abbia fatto a farsi condividere così tante volte. Le segnalazioni di questo tipo negli Stati Uniti non sono infrequenti anche al di fuori del contesto dei social network, provengono a volte dai notiziari locali e uniscono all'aspetto di notizia vera e propria una componente di pubblica utilità. La condivisione in questo caso non rappresenta solamente la ricerca di un confronto con amici e conoscenti, ma un vero e proprio passaparola sentito come un dovere civico.

Anche perché il pezzo in sé non è ben scritto né particolarmente corposo: si tratta semplicemente della rivisitazione di un articolo uscito sul sito dell'emittente statunitense KWTX News 10, letto dal managing editor del gruppo editoriale che gestisce una serie di stazioni radio locali partner dell'emittente. Come parte del suo lavoro il dipendente ha rielaborato la notizia riassumendola in un articolo da 119 parole e rititolandola, dando vita senza quasi accorgersene a un post diventato virale in una nottata.

L'unico problema con la veridicità della notizia, ma che è anche il principale motore della sua diffusione, è nel titolo: utilizzarela locuzione "nostra zona" anziché specificare quale sia l'area interessata dalle indagini in corso è pesantemente fuorviante e fa in modo che chiunque negli Stati Uniti sia portato a condividere il pezzo per mettere in allerta la propria rete di contatti. E poco importa che nel pezzo fosse effettivamente specificato che l'area in questione era quella di Waco, un comune da 120mila abitanti in Texas; com'è noto, il contenuto di una news molto spesso non viene neanche letto da chi la commenta o la condivide.