Ci sono ancora molti dubbi da chiarire sull'arrivo della nuova sezione di Facebook dedicata alle notizie, a cominciare da quali saranno le testate che acconsentiranno a comparirvi e in quali Paesi debutterà o sarà attivata la novità (per il momento l'unico menzionato sono gli Stati Uniti). Una cosa però è sicura: a occuparsi della selezione delle notizie mostrate non saranno solamente dei freddi algoritmi, ma un team di giornalisti che curerà la sezione come in una normale testata. Le posizioni per i candidati — ha fatto sapere Facebook al New York Times — sono state aperte proprio oggi, motivo per cui la novità sarà pronta tra qualche settimana, forse qualche mese.

Il senso della decisione è chiaro a chiunque abbia messo sotto la lente di ingrandimento la situazione di Facebook degli ultimi anni. Lasciare in mano a un software la responsabilità di privilegiare o mettere in secondo piano una notizia per ciascun utente ha creato ogni sorta di distorsione della realtà rappresentata sul social e fatto esplodere il fenomeno delle bolle di filtraggio, che a sua volta ha contribuito a polarizzare le opinioni pubbliche e intossicare il dibattito su qualunque tipo di tema sensibile sulle pagine del social.

Il sistema attuale in effetti non sempre premia l'informazione di qualità, prediligendole pezzi costruiti attorno all'idea di viralità. Per evitare che chi riesce a comprendere il funzionamento dell'algoritmo possa sfruttarlo a proprio vantaggio e non a quello della comunità, Facebook metterà dunque degli umani a supervisionarlo; questo, insieme al fatto che solo le testate partner potranno fornire i loro articoli, eviterà che tra le notizie spacciate da Facebook come meritevoli finiscano fake news, propaganda e articoli sensazionalistici.

Il problema del rimettere esseri umani al centro di questa delicata e finora sottovalutata operazione sono le accuse di parzialità che sicuramente pioveranno da qualunque parte politica non si trovi d'accordo con i pezzi promossi nella sezione news del social. Se in passato non sono mancate critiche simili nei confronti degli algoritmi, non tarderanno ad arrivare neppure quelle rivolte agli addetti in carne e ossa quando appena se ne presenterà l'occasione.