Negli ultimi mesi Facebook ha intensificato tutti i suoi sforzi per cercare di rimediare ai tanti problemi e scandali che hanno coinvolto la piattaforma in relazione al problema della privacy. Mark Zuckerberg su questo tema si è speso tanto, ponendosi sempre come obiettivo quello di rendere la piattaforma sempre più sicura per gli utenti. Ma l'avvocato di Facebook, Orin Snyder, in occasione di una udienza su una class action per i danni generati dallo scandalo Cambridge Analytica, ha chiaramente affermato che "su Facebook gli utenti non hanno alcuna privacy", così come su tutte le altre piattaforma social network. Un'affermazione che stride di fronte ai tanti sforzi che Facebook ha fatto negli ultimi due anni. Per l'avvocato, il fatto che gli utenti diano il consenso a dare i propri dati a terzi è la dimostrazione che la privacy, su Facebook, non c'è.

"Non c'è alcuna invasione della privacy, perché non c'è privacy", ha detto Orin Snyder, avvocato di Facebook, mentre cercava di convincere il giudice del tribunale distrettuale degli Stati Uniti, Vince Chhabria, a rinunciare alla causa. L'avvocato della società di Zuckerberg ha sostenuto che gli utenti hanno dato il consenso a condividere i loro dati con terzi e per questo motivo, "non vi è alcuna privacy". "Devi davvero sorvegliare meglio qualcosa per avere una ragionevole aspettativa di privacy", ha detto.

Una dichiarazione che stride di fronte a quello che solo qualche giorno fa, di fronte all'assemblea degli azionisti, Mark Zuckerberg, CEO e fondatore di Facebook, ha dichiarato, e cioè che il suo impegno principale è quello di rendere Facebook un luogo dove la privacy degli utenti sia sicura. "Uno dei grandi temi che porteremo avanti per i prossimi 5-10 anni è la costruzione di questa visione di una piattaforma social incentrata sulla privacy" ha detto Zuckerberg agli azionisti. Ha poi aggiunto che la privacy sarà sempre più l'asse portante della nuova strategia dell'azienda. Solo un mese fa, Zuckerberg alla F8 diceva che "il futuro di Facebook è privato".

E, nonostante tutto, l'avvocato di Facebook, di fronte ad un tribunale, sostiene esattamente il contrario. Sono parole, quelle usate da Orin Snyder, che potrebbero essere usate dai tanti che ritengono la privacy degli utenti Facebook sempre a rischio e che gli sforzi fatti, in realtà, non hanno migliorato lo stato delle cose. Parole, quindi, che potrebbero dare vita a nuove class action e vanificare gli sforzi fatti.