È la prima delle ripercussioni a colpire il colosso americano, ma probabilmente non sarà l'ultima. Lo scandalo di Cambridge Analytica, la società che ha sfruttato una "falla" per violare i profili di 50 milioni di utenti utilizzando poi questi dati per targettizzare annunci in occasione di elezioni e referendum, ha portato ad un primo tracollo in borsa, dove Facebook ha perso 5 punti percentuali nel corso delle ultime ore. Risulta lampante osservando l'andamento del valore delle azioni del colosso dei social network, che alla riapertura questa mattina segna una discesa verticale fino a 174 dollari per azione.

D'altronde lo scandalo che ha colpito Facebook è tra i più pesanti degli ultimi tempi, anche se le accuse riguardano temi tristemente noti. L'azienda Cambridge Analytica, hanno svelato The Guardian e The New York Times, avrebbe utilizzato un sondaggio per raccogliere dati personali di 50 milioni di utenti, per poi utilizzarli in occasione di campagne elettorali e referendum. In particolare, la Cambridge Analytica è stata assoldata da Donald Trump durante la sua campagna elettorale, durante la quale avrebbe utilizzato i dati in suo possesso per influenzare il voto dei cittadini americani.

Uno scandalo ricaduto anche sull'azienda di Menlo Park perché, secondo le fonti dell'inchiesta, Zuckerberg sarebbe stato a conoscenza di questa pratica illecita dal 2015. Lo strumento è stato poi effettivamente eliminato, ma agli utenti non è mai stata notificata la violazione. Ora Facebook dovrà rispondere alle molte richieste di spiegazioni, finora arrivate da parlamentari americani e inglesi. Anche perché l'utilizzo di questi dati si estende ben oltre il territorio americano e, secondo il sito dell'azienda, avrebbe toccato anche l'Italia nel 2012, quando Cambridge Analytica avrebbe collaborato con “un partito italiano che vanta i suoi ultimi successi negli anni Ottanta”. "Orripilante, se confermato. I dati personali di 50 milioni di utenti  Facebook potrebbero essere stati così facilmente gestiti male e utilizzati per scopi politici" ha commentato su Twitter Vera Jourova, commissaria europea per la Giustizia, la Tutela dei consumatori e l'Uguaglianza di genere. "Non vogliamo questo in Europa".