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Facebook, mezzo miliardo di euro trasferito alle Cayman

Continua il braccio di ferro tra i governi europei e i big della tecnologia. Mentre in tutto il Vecchio Continente si chiede conto alle multinazionali per le tasse non pagate, i grandi nomi fuggono nei paradisi fiscali. Dopo Google anche Facebook mette al riparo i suoi guadagni.
A cura di Angelo Marra
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E' una battaglia senza fine quella tra i brand internazionali della tecnologia e l'erario dei vari governi europei. Francia, Inghilterra, Italia ed altri paesi chiedono a gran voce che agli enormi guadagni prodotti nei vari paesi corrisponda una tassazione adeguata, cosa che invece puntualmente non avviene.

Solo pochi giorni fa infatti Google ha spostato l'80% del suo fatturato alle Bermuda, risparmiando qualcosa come 2 miliardi di tasse, mentre oggi è il turno di Facebook, che ha trasferito dalla sua sede fiscale in Irlanda (dove la tassazione è già ridotta) 500 milioni di euro, destinazione le Isole Cayman. Una manovra finalizzata al risparmio di un bel gruzzoletto da devolvere in tasse ma che di sicuro alimenta la polemica portata avanti da vari paesi, fermamente intenzionati a frenare la fuga di capitali.

In realtà, come confermato da un portavoce del colosso di Menlo Park, si tratta di un'operazione del tutto lecita, il che rappresenta una palese dimostrazione di quanto gli accordi economici tra stati necessitino di una revisione, alla luce dei nuovi mercati internazionali che operano in rete e che rendono più difficoltoso il riconoscimento di quali e quanti profitti vengono realizzati nei singoli stati.

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