wand zuckerberg

Potrebbe essere in arrivo una multa salata per Facebook, che negli Stati Uniti è stata giudicata rea di aver trattato la privacy dei suoi utenti con troppa leggerezza e per questo potrebbe dover sborsare alla FTC — l'organo che in quel Paese si occupa della protezione dei consumatori — una cifra non da poco. Dal momento che la commissione statunitense non ha ancora deciso se e come procedere contro Facebook non si sa di preciso quando potrebbe arrivare il salasso, ma la casa di Menlo Park ha già anticipato ai suoi investitori che potrebbe pesare sulle casse del gruppo dai 3 ai 5 miliardi di dollari.

La vicenda principale per la quale il gruppo si prepara all'esborso è lo scandalo Cambridge Analytica, durante il quale i dati di 87 milioni di utenti Facebook sono stati utilizzati senza il loro consenso per aiutare i vertici dell'azienda diretta da Steve Bannon a distribuire sul social messaggi elettorali più efficaci durante le elezioni del 2016 e il referendum sulla Brexit. Si tratta di una vicenda nota in tutto il mondo per la quale Facebook è già stata giudicata colpevole da altri governi, pur senza rischiare mai di dover pagare così tanto.

L'ammontare ipotizzato in effetti sarebbe un record per lo stesso organo USA, che in generale con le aziende tecnologiche statunitensi si è mostrato piuttosto tenero anche quando gli omologhi organi europei hanno utilizzato il pugno duro: come fa notare il New York Times, la multa più salata comminata dalla commissione risale al 2012 e ammonta ad appena 22 milioni di dollari. Anche mettendo da parte il confronto con i precedenti della FTC, 5 miliardi di dollari in realtà rappresentano una porzione trascurabile dei guadagni dell'azienda, che solo in questo trimestre ha dichiarato di averne messi in cassa 15 ed entro la fine dell'anno potrebbe dunque arrivare a 60 miliardi di fatturato. Per questo motivo c'è chi — negli Stati Uniti come altrove — preme per adottare regole più stringenti nei confronti non solo del gruppo di Mark Zuckerbergma anche degli altri della Silicon Valley, che ormai guadagnano così tanto dalle proprie attività da potersi permettere di pagare cifre del genere senza quasi battere ciglio.